Il sogno, la tragedia e la ripartenza il panificio Tani si è rinnovato
Nicoletta e Pilar hanno completato un progetto che veniva da lontano
DONORATICO. Un obiettivo nato tanti anni fa, portato avanti con tanti sacrifici, si è realizzato. Il Panificio Gino Tani &C, di Nicoletta Bertini e Pilar Tani si è rinnovato. Un locale più grande per esporre il pane e i dolci tipici toscani e una caffetteria per una colazione all’insegna del gusto.
«Il panificio era di mio marito e della sua famiglia – racconta Nicoletta, titolare dell’attività insieme alla figlia Pilar – e nell’1985 quando mi sono sposata, sono entrata al lavoro anche io. Nel 2006, a causa di cambiamenti nella vita delle persone, io e mio marito Antonello Tani abbiamo deciso di rilevare il panificio e abbiamo continuare a fare questo lavoro con passione. Nel 2008, avevamo deciso di migliorarlo – ricorda Nicoletta – per portarlo a un livello superiore e a svilupparlo come piaceva a noi: era un sogno che avevamo da tempo. Il primo marzo questo sogno si è infranto, con la morte di Antonello e Marco Lami per un incidente in variante Aurelia, nel quale è rimasto ferito Giorgio Creatini». Un avvenimento che tutti i cittadini di Donoratico e dintorni ricordano per la gravità e per il dolore che ha provocato in una comunità intera. «In un primo momento ho pensato di non ripartire con l’attività – spiega Bertini –: con chi ripartivo? In che condizioni sarei andata avanti? Hai presente quando una cosa finisce e ti ritrovi a ripartire da zero? Io mi sentivo così. Poi con il sostegno di alcune persone sono ripartita dopo 19 giorni dall’incidente».
Un inizio difficile e periodi non rosei, anche a causa dell’essere donna: «Spesso essere donna in questo settore è difficile perché non vieni «considerata», le persone non credono che tu possa farcela, che tu abbia le capacità e riuscire – dichiara Nicoletta –, ma mi sono rimboccata le maniche nonostante non sapessi niente di panetteria, proprio perché ai tempi era un settore prevalentemente maschile; ma nonostante tutto ci sono riuscita. Posso dire che oggi, dopo 15 anni e due forni, uno a Donoratico e l’altro a Castagneto, i tempi sono cambiati e per una donna non è più cosi difficile. L’unica cosa è che questo lavoro lo devi fare con amore».
Le persone da ringraziare? «Tante, anzi tantissime – dichiara Nicoletta –: i clienti che sono venuti a trovarci, i collaboratori che mi hanno accompagnato per un periodo o che sono ancora al mio fianco, le persone che hanno creduto in me fin dall’inizio. A Pilar, mia figlia, che mi accompagna in questo percorso: lei è il proseguo di me, il mio futuro. Ci tengo a dedicare questo traguardo ad Antonello e a Marco che hanno dedicato tanto a questa attività. Antonello è sempre qui, non se ne andrà mai, lui è questo posto e noi lo sentiamo». «Un sogno realizzato? Una rivalsa contro il fato? Un'ostinata voglia di migliorarsi? No, niente di tutto questo – dichiara Giorgio Creatini, ex collaboratore storico –. Solo amore, amore nel cuore di due donne straordinarie e di un uomo invisibile che veleggia con il suo sorriso bonario e intrigante tra i fumi caldi e profumati del panificio. Nicoletta e Pilar hanno completato un percorso di vita che era un progetto che veniva da lontano, ancor prima di quella maledetta notte. La caffetteria e la bellissima nuova rivendita ora sono realtà – dice – e a queste due donne straordinarie va solo la nostra ammirazione e il nostro augurio. Brave e coraggiose. Onorato di aver fatto parte di quello staff».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
