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I cittadini di Vada si organizzano per il parco comunale: «Più attenzioni per il paese»
Sit-in di protesta ieri mattina davanti al cancello chiuso del parco comunale. «Dimenticati dai consiglieri comunali, ora è nato il nostro comitato»
VADA. Riaprire il parco comunale Irma Bandiera ma non per realizzare un’isola ecologica come deciso da Comune e Rea, bensì per organizzare all’interno dello spazio a verde attività ludico creative. Dare nuova linfa a quello spazio a pochi metri da piazza Garibaldi affinché possa diventare un luogo di ritrovo. Circa quaranta persone si sono radunate ieri mattina davanti al cancello, chiuso con una catena d’acciaio, che impedisce da anni l’accesso al parco comunale. Persone che fanno parte del neo-nato comitato SIamo Vada: «un gioco di parole - dice il portavoce Alberto Rossi - per dire che siamo di Vada e che la amiamo». Donne, uomini e bambini per dire no ad un’isola ecologica proprio adiacente alla scuola dell’Infanzia ma anche per sottolineare la mancata attenzione, secondo il comitato, verso una frazione che vive di turismo.
«Il centro di raccolta occorre – dice Rossi – ma deve essere realizzato altrove, per esempio nello spiazzo tra via Bandiera e via Telesio dove d’estate c’è spesso la sosta selvaggia di auto. Il parco Comunale deve invece essere valorizzato con attività che vengono svolte all’aperto come ad esempio un minigolf, gonfiabili per far giocare i bambini, spettacoli teatrali, panchine e tavoli riaprendo anche il bar che è al suo interno. Attività che possono chiudere ad una certa ora. Ma dobbiamo valorizzare quell’area. I rappresentanti di Vada che sono stati eletti in consiglio comunale non hanno fatto niente per questa frazione». «Aprire il parco comunale che non viene utilizzato da anni – dice Willy Mancini, residente e amministratore del gruppo Facebook “Sei di Vada se” – non è giusto chiudere un parco che era punto di ritrovo perché qualcuno, anni fa, ha protestato dai Vigili per il rumore. E non è comprensibile come si voglia creare un’isola ecologica accanto a una scuola materna. E poi l’incuria del verde. Vada è sempre stata un fiore all’occhiello per come il verde era tenuto. Da quando il servizio è stato privatizzato tutto è peggiorato. Vengono curate solo alcune rotatorie e un po’ la piazza di Vada». «Apertura del parco comunale e riqualificazione di Vada – dice Paola Barontini – Vada era ben tenuta ora è stata lasciata andare e non è una bella immagine per un territorio che si rivolge ad un turismo anche familiare. Non c’è un parco che possa essere utilizzato dai bambini. Il parco Comunale, chiuso da anni, se fosse riqualificato, potrebbe invece ospitare anche i bambini che escono dall’adiacente Materna».
Matteo Nannini oltre a protestare per l’isola ecologica punta l’attenzione anche sulle piste ciclabili: «abbiamo una pista ciclabile che si ferma sulla via Aurelia – dice – e non ci sono collegamenti per arrivare alla zona della Mazzanta e la pista che ora porta sulla via Aurelia non è illuminata. Il degrado, l’erba alta, i marciapiedi rotti sono visibili ad occhio nudo. La pineta di via Telesio è ormai lasciata a se stessa. Fino a qualche anno fa non era così». «Stanno massacrando Vada – dice Sandro Bettini – non abbiamo alcuna attrazione per nessuna fascia di età. Non abbiamo una passeggiata decente. Non abbiamo attrazioni né per i residenti né per i turisti. D’estate se una persona vuole uscire può cenare, mangiare un gelato e tornarsene a letto». No all’isola ecologica nel parco. A ripeterlo chiaro e tondo è Giulietta Franchi: «Vogliamo che il parco venga riaperto e che vi siano organizzate attività varie e per tutte le fasce di età. Io ci vedrei bene un minigolf o comunque altre attività socializzanti». Tra chi protesta anche Roberto Creatini ex presidente della Pro Loco, ora presidente del teatro Ordigno: «Sono contrario all’isola ecologica nel parco comunale. L’area dovrebbe diventare un luogo di divertimento e di svago. Come Ordigno avevamo proposto, già tre anni fa, che il parco fosse riaperto per organizzarvi spettacoli di teatro serali. E ancora mi sembra una valida proposta». Niente isola ecologica nel parco e più attenzione alla cosa pubblica: « abito in via di Marina – dice Walter Marzi – una delle strade principali che portano al mare. Il verde invade i marciapiedi tanto che, in alcuni punti, non è possibile passare neanche con un passeggino. Una situazione che non riguarda solo via di Marina ma anche altre strade. Maggior manutenzione e cura». Alla fine del sit-in, una foto di gruppo davanti a quel cancello incatenato da anni che adesso i cittadini vorrebbero fosse riaperto.
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