Il presidio
È morto Ferdinando Cerri, insegnante d’arte e scultore
Tantissimi messaggi di cordoglio, il sindaco lo ricorda al Premio Cecina
CECINA. È morto martedì a casa Ferdinando Cerri, pittore e scultore, concittadino illustre e soprattutto uomo di cultura. Classe 1964, era malato da tempo. Lascia la moglie Alessandra Cheli, stimata dirigente comunale, e due figli. I funerali si svolgeranno stamani nella chiesa del Palazzaccio e poi il feretro sarà tumulato nel cimitero di Serrazzano, il suo paese d’origine. Per gli amici resterà sempre un punto di riferimento, perché all’estro personale – prova ne siano le numerose opere realizzate in città – univa passione e competenza. A lungo ha insegnato al liceo artistico “Giosuè Carducci” di Volterra, trasmettendo ai suoi studenti conoscenza e gusto per l’approfondimento. Era in pensione. Appena due mesi fa, a marzo, il sindaco Samuele Lippi gli aveva consegnato sul palco del teatro “Eduardo De Filippo” il prestigioso Premio Cecina, massima onorificenza assegnata a chi si è distinto per meriti personali, con questa motivazione: «Per aver saputo valorizzare attraverso le sue opere, in modo nuovo e non scontato, il valore educativo e formativo dell’arte, per la sua sensibilità e dedizione ai più giovani, a cui ha saputo trasferire attraverso la sua opera moniti e valori; per la sua disponibilità verso i più fragili che ne sottolineano il carattere altruista e generoso».
Parole che tratteggiano il profilo di una persona gentile. Numerose sono le creazioni dell’artista, tra cui il gabbiere che di lato alla base logistica Villa Ginori a Marina «scruta il mare infinito, davanti alla strada che lo riporterà a casa, è il miglior simbolo di una grande e buona persona. Un uomo, un marito, un padre e un maestro che ha navigato il mare della vita con umiltà e altruismo sempre guardando con fede e speranza al futuro. Alla nostra Alessandra, ai suoi bimbi ed ai suoi nipotini il più grande cordoglio e affetto di tutta la comunità cecinese», ha scritto il sindaco nel testo pubblicato sulla sua pagina Facebook per ricordarlo e, insieme all’amministrazione che rappresenta, fare le condoglianze. Lippi ricorda di averlo conosciuto attraverso la moglie Alessandra e, nel primo mandato, di avergli commissionato il monumento che si trova nella piazza intitolata ai Martiri delle Foibe, vicino alla piramide di via Susa, inaugurato il 10 febbraio 2016. La stele in granito racchiude due mani legate dal filo spinato. Numerosi sono i riconoscimenti ottenuti dallo scultore nel tempo, soprattutto a scuola, dove ha ottenuto un primo posto anche alla 2ª Biennale nazionale dei licei artistici. «A Cecina – ha concluso il primo cittadino – Cerri ha dato tanto. Era sempre disponibile come tutte le persone umili e noi lo ricorderemo per sempre. Il Premio Cecina Omino di ferro ne testimonia l’ampio percorso artistico e umano».
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