Il Tirreno

Il nodo

Dai Balneari un timido ottimismo dopo la sentenza sulla Bolkestein: «Si attendono le interpretazioni»

di Cecilia Morello
Dai Balneari un timido ottimismo dopo la sentenza sulla Bolkestein: «Si attendono le interpretazioni»

Il presupposto per l’applicazione è la “scarsità di risorse”, quindi c’è fiducia

3 MINUTI DI LETTURA





CECINA. La sentenza della Corte di Giustizia Europa sulla direttiva Bolkestein è arrivata nella mattinata. Attesissima. Le prime reazioni tra i balneari della Costa degli Etruschi sono di vigile attesa. Si attendono le interpretazioni dei legali delle associazioni di categoria. La referente di Cna, Ilaria Piancastelli, di Rosignano si prende ancora qualche giorno, «perché la sentenza è ancora al vaglio degli avvocati che sono molto preparati». Preferiscono aspettare prima di sbilanciarsi, dopotutto in ballo, come hanno sempre detto, ci sono decenni di lavoro e sacrifici e intere famiglie. Da Confcommercio le prime reazioni arrivano nella tarda mattinata. «Euforici ma con circospezione» ammette il rappresentante provinciale dei balneari Alberto Nencetti, dopo aver attaccato la telefonata con chi è a Bruxelles. Di fatto la Corte di Giustizia Europea ha confermato la sua precedente sentenza del 2016, sottolineando che la direttiva Bolkestein va applicata laddove ci sia scarsità di risorse. Ed è questa «scarsità di risorse» che può rappresentare la chiave per il Governo italiano di dire la propria. Perché parametri stabiliti non esistono, sarà lo stesso Governo a indicare in base a quali criteri possa essere definita la scarsità di risorse o meno.

Un punto sul quale le associazioni di categoria insistono da tempo. Cna aveva evidenziato che per quanto riguarda il Comune di Rosignano «su 20 km di costa solo 1, 5 è occupato da concessioni demaniali -. Per fare la conta, bisogna prima stabilire come contare». Identica la posizione di Confcommercio, fin dall’inizio: «Uno dei passaggi critici – dicevano – è quello in cui si parla della scarsità di risorse senza però indicarne i parametri. Prendiamo Cecina: su 15 km di spiaggia sono meno di 4 i km occupati da concessioni. Per non parlare ad esempio del tratto di costa bibbonese, dove la differenza tra spiaggia libera e concessioni aumenta ancora di più».

Il presupposto per l’applicazione della direttiva Bolkestein alle concessioni demaniali marittime ad uso turistico ricreativo è «la scarsità di risorsa» e cioè l’impossibilità del rilascio di nuove concessioni.

È stato chiarito che «la scarsità» dev’essere valutata combinando un approccio generale con una valutazione caso per caso – spiegano da ConfCommercio -. Prima su scala nazionale e poi nella specificità locale. Questa valutazione costituisce una novità importante per la possibile soluzione che resta di esclusiva prerogativa del nostro Stato. Il Governo acceleri, pertanto, – chiedono – nella ricognizione delle concessioni demaniali marittime vigenti per la verifica della «scarsità della risorsa» convocando con urgenza il tavolo istituito con la recente legge 14 del 24 febbraio scorso. Si emani nel più breve tempo possibile una nuova legge che superi le disposizioni emanate dal precedente Governo effettuando un corretto bilanciamento fra l’esigenza di una maggiore concorrenza con la tutela dei diritti dei concessionari attualmente operanti. La sensazione è che ci sia un cauto ottimismo.

«Anche perché questa è sempre stata la posizione del Governo Meloni e che adesso sia stata riconosciuta dall’Europa è un segnale significativo. Durante la mattinata ho ricevuto molte chiamate dai colleghi, che volevano capire cosa succederà adesso.

Noi ci prendiamo 48 ore prima di comunicare loro la nostra valutazione, ma ci prepariamo a dare battaglia con in mano concessioni fino al 2033 e gli strumenti per ottenere quello che crediamo ci spetti. Ricordiamo che il suolo è pubblico ma privata è l’azienda che vi insiste e riteniamo che sia interesse di tutti evitare di distruggere un settore efficiente e un modello di balneazione attrezzata di successo unico al mondo. Sarebbe un colossale e imperdonabile errore storico – concludono – ancor prima di una intollerabile ingiustizia nei confronti delle decine di migliaia di famiglie che perderebbero il lavoro e il frutto del loro lavoro».


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web