Meteo
Cecina, cane ucciso e gettato in un cassonetto: il caso in tribunale
Lav: «Storie come quelle di Ninja mostrano quanto sia cruciale la creazione di una rete di sostegno per le persone che vivono in condizione di fragilità sociale»
CECINA. Aggredita, decapitata, fatta a pezzi e gettata in un cassonetto dei rifiuti. Questa la terribile sorte toccata a Ninja, una cagnolina anziana che nel settembre del 2021 è stata uccisa «proprio da chi avrebbe dovuto amarla e tutelarla», spiega la Lav in una nota. Nei confronti della donna venne sporta denuncia e, grazie a un’ordinanza sindacale, le venne tolto un secondo cane con il quale viveva.
Oggi (lunedì 17) al Tribunale di Livorno la donna è stata chiamata a rispondere del reato di uccisione di animale e Lav, si legge in una nota diffusa dall’associazione, è stata presente in aula per depositare la costituzione di parte civile, chiedere che venga fatta giustizia per Ninja e che si vigili affinché l’ordinanza di divieto di detenzione di altri animali venga rispettata.
«La nostra costituzione di parte civile è stata accettata e il giudice ha disposto un’ulteriore perizia psichiatrica sull’imputata per verificare se fosse capace di intendere e di volere al momento dei fatti, se sia in grado di stare in giudizio e se sia socialmente pericolosa. Attenderemo quindi l’esito della perizia per valutare i prossimi passi – su legge nella nota della Lav – Casi come quello di Ninja mostrano quanto sia cruciale la creazione di una rete di sostegno per le persone che vivono in condizione di fragilità sociale, unico modo efficace per evitare che si verifichino episodi di violenza sui più deboli, come animali, bambini e anziani».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
