Il presidio
Distrutta a Rosignano la libreria di strada vicino alle scuole
L’ideatrice, la psicologa Azzurra Tomici: «Questa volta non riparto da capo»
ROSIGNANO MARITTIMO. È stata distrutta la “piccola libreria da strada” realizzata dalla psicologa Azzurra Tomici a Rosignano Marittimo a due passi dalle scuole primarie e dell’infanzia, nel centro del paese. Una piccola biblioteca dedicata ai grandi ed ai piccini, realizzata all’interno di una casetta di legno azzurra inaugurata nell’aprile del 2019. L’intento era chiaro: avvicinare tutti alla lettura ed alla conoscenza. Una libreria autogestita, senza chiavi o moduli da riempire di cui tutta la comunità era responsabile. L’idea era venuta alla psicologa che risiede a Rosignano Marittimo quando si era imbattuta in alcuni libri gettati vicino ai cassonetti a Pisa. Libri che Tomici si era portata a casa per poi mettere a disposizione di tutti. Da la di realizzazione una casetta in legno da posizionare a pochi passi dal centro e dalla scuola.
Due ripiani: in uno la raccolta di libri per bambini, nell’altro quella per gli adulti. Libri che venivano visionati per togliere quelli meno adatti, e poi posti all’interno della piccola biblioteca di paese. Un modo per avvicinare alla lettura ma anche alla corresponsabilità, al vivere in una comunità. Tanti i cittadini che lasciavano i libri nei bar e nei ristoranti del capoluogo donando la loro collezione. Poi sono arrivati gli atti di vandalismo, libri gettati nella fontana della piazza, la casetta rotta in più parti ed ogni volta Azzurra Tomici ha cercato di rimediare e di ripartire da capo. Non accadrà questa volta.
«È stato rotto il vetro, tolto il pomello, i libri sono stati in parte portati via. Altri messi alla rinfusa. Avevamo sistemato ancora una volta tutto circa un mese fa – dice Tomici – sono arrivata alla conclusione che ho investito, per anni, tempo soldi in una cosa che forse gratificava solo me e pochi altri. Sapevo che quello non era il posto giusto dove collocarla ma abbiamo voluto provare, per dare valore alle persone che passano, sostano, “abitano” in quegli spazi, per dargli una parvenza di civiltà, fatta di cultura e di opportunità. Io ci ho creduto così tanto. Visto il fallimento, dico che la casetta doveva nascere e poi esser gestita da tutti. Ma così non è stato e io la lascio così come avete deciso di volerla».
Infine un tono di amarezza: «Volevo farvi i complimenti, qualsiasi persona sia stata, siate fieri di voi stessi e di questa opportunità che avete tolto al vostro paese e ai suoi piccoli e grandi cittadini. Alla fine avete dato un grande messaggio: quello di non essere come voi. E da oggi, questa casetta sarà il vostro specchio: guardatela e lasciatevi stupire. Attraverso di lei, vedrete chi siete».
Eppure l’idea di quella piccola biblioteca di strada aveva avuto un tale successo da meritare di finire su Rai Tre. Un successo che poteva essere replicato in altri piccoli borghi o quartieri di città. Ovvia l’amarezza di Azzurra Tomici soprattutto perché aveva creduto nell’idea e nel messaggio che tale idea stava trasmettendo.
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