Il Tirreno

I nostri soldi

Rosignano, gestione da profondo rosso per le farmacie comunali

di Sabrina Chiellini
Una delle farmacie comunali gestite da Crom
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Una delle farmacie comunali gestite da Crom

Nell’ultimo anno la situazione è precipitata: oltre 2 milioni di buco

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ROSIGNANO. Cinque anni di conti in rosso impongono ai Comuni che hanno costituito nel 2007 la società Crom servizi srl per la gestione delle farmacie comunali di ricorrere ai ripari. I dati finanziari parlano chiaro: la società interamente a capitale pubblico non ha ottenuto i risultati economici che i Comuni si aspettavano. E ora devono mettersi le mani in tasca per riparare i danni. Lo impone la legge. I Comuni hanno infatti l’obbligo di tenere sotto controllo i conti delle partecipate. Per prima cosa hanno tolto a Crom le competenze sul servizio di emergenza abitativa e la gestione dei servizi cimiteriali. Ora il consiglio comunale di Rosignano Marittimo nell’ultima seduta ha approvato gli indirizzi di governance della società per “traghettarla” fuori dalle sabbie mobili dei debiti. Nel 2018 Crom aveva i conti in rosso per 271. 249 euro, diventati 471. 846 nel 2019. E ancora bilanci con segno negativo di 388. 467 nel 2020 e per 212. 274mila euro nel 2021. Nel frattempo i soci hanno scoperto che la valutazione iniziale delle licenze commerciali era stata “gonfiata”. Così nel 2022 le perdite hanno raggiunto gli oltre due milioni e 200mila euro. Un pasticcio. Tant’è che il Comune di Rosignano ha già accantonato la somma di 159. 205 euro, pari al 75% della perdita di Crom srl nel 2021. E ne ha stanziati altri per fare fronte ai debiti del 2022. Al consiglio comunale è stato spiegato «che la perdita di oltre due milioni è dovuta al fatto che sono stati modificati i criteri di valutazione adottati nella redazione del bilancio 2022, che hanno visto una consistente svalutazione delle licenze commerciali». Come è stato possibile? Chi dovrà pagare? Per superare la crisi i Comuni verseranno, in base alle quote che hanno nella società, una cifra per dare nuova liquidità alla società. Intanto Rosignano, che ha il 75% per cento delle quote, ha stanziato i primi 300mila euro.

Le ulteriori perdite saranno ripianate con la riduzione del capitale sociale, si legge nell’atto di indirizzo approvato a maggioranza dal consiglio.

La gestione associata delle farmacie comunali ha sempre creato molte perplessità, fin dalla sua costituzione. Ne fanno parte i Comuni di Rosignano con il 75% del capitale sociale, Montescudaio con il 10% e Castellina Marittima con il 15%. Il capitale iniziale era di 4 milioni.

La perizia effettuata sulle farmacie risultava eccessiva fin dal primo momento, come evidenziarono a più riprese i gruppi consiliari di minoranza del 2007. Le opposizioni insistettero a lungo sulle diversità dei bilanci delle farmacie comunali di Solvay e Gabbro, chiedendo di poter prendere visione dei bilanci delle farmacie comunali di Montescudaio e Castellina.

Dubbi che, a quanto pare, sono diventati certezze a giudicare dai dati relativi ai bilanci degli ultimi anni. L’anno scorso la società di servizi non era riuscita, tra tante difficoltà, ad aprire il dispensario alla Mazzanta, che di solito viene aperto durante la stagione turistica. «La società sta superando questa fase – spiega l’assessora comunale Ilaria Ribechini – come dimostra l’atto di indirizzo portata in consiglio comunale. Credo anche che quest’anno sarà possibile anche riaprire il dispensario».
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