Il presidio
Disservizi alla mensa di Cecina, trovato anche un verme nei ravioli: «Chiederemo le penali»
Il fatto è accaduto alla scuola elementare “Guerrazzi” dove è stato servito un menu comune ad un’alunna allergica
CECINA. Una vista capace di chiudere lo stomaco a un adulto. Figuriamoci a un bambino. Alla mensa della scuola elementare “Guerrazzi” di Cecina tra i ravioli del primo piatto c’era anche un contorno inaspettato: un verme che faceva capolino da una foglia di salvia. Ma alle smorfie di disgusto dei bambini è subentrata l’indignazione - e la protesta - dei genitori. Non appena la notizia si è sparsa nelle chat delle varie classi, infatti, la contestazione è stata unanime. Anche perché questo, ieri, è stato l’episodio meno grave tra quelli avvenuti sui tavoli del pranzo. Dove a una bambina allergica a molti cibi è stato consegnato un menu uguale a quello di tutti gli altri: tant’è che i genitori hanno chiamato la polizia.
Nel ricostruire quanto accaduto è bene infatti iniziare dal fatto sicuramente più grave. Greta (nome di fantasia) è una bambina di nove anni e frequenta la quarta elementare. È allergica alle uova, ma non solo: anche al pollo, al tacchino, alle noci, ai pomodori, alle patate, al pesce congelato e a molti altri cibi. Per alcuni di questi «accusa solo un po’ di malessere – racconta la mamma – per altri invece rischia uno shock anafilattico: è già avvenuto in passato, quando era più piccola, e abbiamo imparato a prestare la massima attenzione a tutto ciò che mangia. Per questo ogni anno inviamo il certificato alla ditta che si occupa del servizio mensa e concordiamo un menu apposito: riso in bianco, formaggi e arista». Ieri però le cose sono andate diversamente. Anziché servirle il piatto “speciale” (così sono classificati i menu per i bambini che hanno certificazioni particolari concordate) le è stato propinato dal servizio mensa lo stesso piatto di tutti gli altri. E lei, senza fare storie, ha iniziato a mangiare. Solo l’intervento provvidenziale della maestra di turno, che ben conosce le sue abitudini, ha impedito che ingerisse più di qualche raviolo. Ma per i genitori il semplice rischio è bastato per alzare la cornetta e chiamare la polizia. «E stiamo valutando con mio marito – spiega la mamma – di sporgere denuncia».
Quest’anno infatti le cose hanno iniziato a farsi più complicate. Intanto perché «a settembre la mail di riferimento a cui mandare il certificato era cambiata – racconta la mamma della bambina – e per i primi mesi, non avendo riscontri, ho concordato con le maestre di poterle portare il cibo da casa. E poi anche una volta concordato il menu con l’azienda che cura il servizio il giorno prima del suo rientro pomeridiano siamo costretti a controllare il menu del giorno dopo perché costantemente ci sono degli errori, come la presenza di cibi a cui è allergica. Ogni volta devo inviare una mail per specificare cosa non va. Ieri – conclude – è stato un errore diverso, forse una disattenzione, ma con mio marito siamo arrabbiati e preoccupati: in gioco c’è la vita di nostra figlia e non abbiamo intenzione di prendere la cosa alla leggera».
Oltre alla coppia però tante sono state le proteste da parte dei genitori per quanto avvenuto ieri. Anche per l’episodio del verme rinvenuto nel piatto di un altro alunno.
La dirigente scolastica Caterina Startari non rilascia dichiarazioni. Ma la scuola ha autorizzato le famiglie a fornire ai bambini un pranzo al sacco da casa, fintanto che non sarà chiarita la situazione.
Una perentoria risposta è arrivata dal Comune di Cecina. «Chiederemo le penali previste dal contratto per entrambi i casi – commenta l’assessora all’istruzione Daniela Pampaloni – anche se tra i due episodi sono molto diversi in termini di gravità. Ritengo molto pericolosa la disattenzione sulla bambina allergica, perché avrebbe potuto rappresentare per la sua salute un rischio davvero altissimo. E mi auguro per questo che da parte della Serenissima Ristorazione (la ditta che cura il servizio, nda) vengano presi provvedimenti per evitare che ricapiti qualcosa di simile. Mentre per quanto riguarda il verme trovato sulla salvia – conclude Pampaloni – non mi ci soffermerei: è qualcosa che può accadere e sarebbe stato sufficiente cambiare il piatto al bambino senza farlo diventare un caso. Sebbene rappresenti un disservizio comunque pesante che segnaleremo all’azienda».
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