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Profumi ideati a New York rinascono a Riparbella

Profumi ideati a New York rinascono a Riparbella

Qui Christopher Draghi e Robert Dobay hanno trasferito l’attività uno “studio olfattivo” che rappresenta un gioiello per il borgo

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RIPARBELLA. “Nati a New York, rinati in Italia” è lo slogan che accompagna l’apertura del loro studio italiano. Ma quell’Italia sta per Riparbella, sulle colline vicino a Cecina: è qui che Christopher Draghi e Robert Dobay hanno deciso di trasferire casa e attività, per la precisione uno “studio olfattivo”.

Hanno ristrutturato una palazzina in pieno centro nel borgo, lungo la strada principale, e hanno reso quello che era un garage un elegante show room di profumi e fragranze. Source Adage, un marchio lanciato nel 2014 negli Stati Uniti, che continuerà ad essere presente oltreoceano con lo shop online ma che avrà d’ora in poi come base le colline della Costa degli Etruschi. Lo studio che avevano a Hudson, trendy sobborgo di New York, è stato chiuso per riaprire in Toscana.

Come mai proprio a Riparbella? «Abbiamo vissuto in Toscana, a Firenze, e adesso cercavamo qualcosa di diverso, vicino al mare tra Pisa e Grosseto. Non conoscevamo Riparbella ci ha subito colpito – raccontano – . Questo è un posto bellissimo, la nostra una scelta professionale ma anche di vita. Abbiamo trovato una comunità piccola ma accogliente, un territorio in fermento, con grandi potenzialità e tante aziende importanti del vino che hanno deciso di investire qui e ci piace l’idea di far parte di tutto questo. È un luogo che si avvicina alla nostra personalità più di altri, maggiormente inflazionati. Uno show room di fragranze di nicchia a Riparbella, e chi se lo aspetta? ». Solo nell’ultimo anno a Riparbella, tanto per fare un esempio e parlare di un territorio che ha una sua capacità di attrazione, sono entrate in produzione due nuove cantine di vino.

Sia Due Mani che Prima Pietra sono state di recente acquistate da importanti multinazionali straniere che hanno scelto Riparbella per investire nel vino. E nel borgo spunta questo studio olfattivo: la vetrina e le sue luci attirano l’attenzione, così come le centinaia di boccette di essenze che Robert e Cristopher utilizzano per creare profumi e fragranze per l’ambiente. «Noi qui elaboriamo le ricette, che possono prevedere anche fino a duecento ingredienti, poi le inviamo ai nostri produttori. Ci piaceva l’idea che le persone potessero vedere quello che facciamo, capire come nasce uno dei nostri profumi, entrare, annusare, chiacchierare».

Le fragranze “personali”, i profumi, al momento sono tre, unisex.

I nomi sono in lingua nativa americana e raccontano ognuno un pezzo di Stati Uniti attraverso materie prime e sentori. Monto’ac, “quercia, tabacco, salvia e uva, C’i’aan, «che sa di Alaska e di boschi artici, ginepro e muschio, Aetai, “più floreale, con pepe rosa e rosmarino».

I prossimi, inevitabilmente, «parleranno più toscano», anche perché, confermano, «il gusto per profumi americano è molto diverso da quello italiano, ce ne siamo già accorti. Qui c’è più cultura e storia, vale per il vino che il palato italiano è diverso, e vale anche per il naso. Gli uomini negli Stati Uniti sono meno abituati ad acquistare profumi e ad indossarli, il maschio italiano è molto più interessato e lo usa senza remore».

Intanto ad aprile il lancio delle candele e dei diffusori di essenze completamente naturali della «apothecary collection». Lo studio è aperto da poco, il resto della palazzina deve ancora essere ultimato, ma i progetti sono tanti.

«Ci piacerebbe collaborare con le aziende della zona, organizzare qui e corsi e weekend tematici che prevedano anche degustazioni di vino ed escursioni alla scoperta di questo bellissimo territorio, accogliere appassionati di profumi da tutto il mondo per workshop ed eventi con esperti del settore che vogliano fare esperienze immersive complete».

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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