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Appello ai sindaci della costa per riorganizzare gli ospedali
Rosignano nel cuore: dare a ogni presidio la sua specializzazione
ROSIGNANO. Il gruppo consiliare “Rosignano nel cuore” rilancia sull’ospedale unico Cecina-Piombino e scrive una lettera aperta ai sindaci della Bassa Val di Cecina e della Val di Cornia, sperando che venga ripreso un vecchio progetto del 2021, presentato da un gruppo di medici all’assessore regionale alla sanità, Simone Bezzini, e mai preso in considerazione. «Abbiamo sviluppato una proposta su cui basare il rilancio dell’ospedale delle Valli Etrusche» ha detto il dottor Claudio Marabotti, consigliere comunale di “Rosignano nel cuore”, in passato in servizio nell’Asl Toscana nord ovest. Nell’attesa delle Case di comunità (per Rosignano prevista per il 2026) Rosignano nel cuore sollecita accordi regionali con le associazioni dei medici di Medicina generale per far partire le Case di comunità diffuse. «In pratica: la turnazione di studi dei medici (dotati di personale infermieristico e strumentazione forniti dalle Asl) che garantiscano un presidio territoriale aperto in orario diurno dalle 8 alle 20 e il sabato fino alle 14, in modo da ridurre il carico sul pronto soccorso ospedaliero». Così potrebbe essere affrontato anche il problema degli accessi impropri al pronto soccorso. Secondo il gruppo consiliare è necessaria «una sala di emodinamica con possibilità di effettuare angioplastica primaria che tuteli la sicurezza di tutti i cittadini delle tre zone (Alta e Bassa val di Cecina, Val di Cornia) oltre che i milioni di turisti stagionali». Realizzare la sala di emodinamica in tempi strettissimi, è un’altra priorità. Tra l’altro a Cecina se ne parla da due anni e ancora non si vede il taglio del nastro. Il gruppo consiliare ritiene che sia necessario elaborare, un progetto di reale integrazione in rete dei due ospedali di Cecina e di Piombino, prevedendo la specializzazione dei due presidi. Il dottor Marabotti torna su un tema che aveva già sollevato nel corso dell’iniziativa politica organizzata dallo stesso gruppo consiliare con il Movimento 5 Stelle. «L’Asl ha chiaramente scritto di non conoscere come funziona la rete tempo-dipendente per le nostre zone, e siccome non è possibile che siano tanto ignoranti significa che sanno benissimo che non funziona ma non possono dirlo chiaramente», aggiunge il dottor Marabotti che, con tanto di accesso agli atti, ha cercato invano di farsi dare i dati. Durante l’incontro di sabato il medico ha mostrato la risposta che gli è stata fornita dalla direttrice dell’Asl Toscana nord ovest.
La proposta per Piombino
Questa la proposta per Piombino. Medicina (con particolare competenze in diabetologia ed endocrinologia). Chirurgia (con particolari competenze in flebologia). Creazione di un’unità operativa di endoscopia. Ortopedia (con particolari competenze in chirurgia protesica). Riabilitazione degenze (ortopedica-Neurologica). Ginecologia e Ostetricia (con particolari competenze ginecologiche; ospedale “della donna”. Cardiologia (servizi ambulatoriali, compresa la riabilitazione cardiologica più posti letto. Medicina per gestione del paziente cardiologico a bassa-media intensità). Potenziamento della telemedicina sul territorio per rapido invio dell’acuto nell’ospedale più adeguato. Chirurgia specialistica urologica, oculistica. Nefrologia e dialisi. Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (in collaborazione con Uo Medicina) degenze. Neurologia.
La proposta per Cecina
Medicina (con particolari competenze in infettivologia e pneumologia). Chirurgia (con particolari competenze in chirurgia endocrino-mammaria/laparoscopica). Creazione di U.O.S. di endoscopia. Ortopedia (con particolari competenze in traumatologia). Ginecologia e Ostetricia (con particolari competenze ostetriche, oltre al Punto nascita).Pediatria. Cardiologia (con elettrofisiologia, risonanza magnetica cardiaca, possibile emodinamica coinvolgendo l’Alta Val di Cecina.
Creazione in Cecina di un centro diagnostico di II livello: ecocardiogramma da stress, ecocardiogramma pediatrico, ecotransesofageo, ergospirometria e risonanza cardiaco ad integrare la cura dell’acuto da parte dell’ emodinamica di Livorno). Nefrologia e dialisi. Riabilitazione cardiologica. Chirurgia specialistica oculistica. Urologia, psichiatria e neurologia.
I l sindacato Fials
Mentre la politica si interroga su quello che è necessario fare gli ospedali si impoveriscono sempre di più. Il 6 aprile, dopo l’assemblea che ieri il sindacato Fials ha organizzato a Piombino, è stata indetta un’altra assemblea del personale dell’ospedale di Livorno.
Per il sindacato Fials, come spiega il segretario regionale, dottor Massimo Ferrucci, è preoccupante la situazione complessiva della carenza di operatori che caratterizza il servizio sanitario in Toscana. «Dopo il periodo dell’emergenza pandemica con la ripresa delle attività la Usl ha paradossalmente ridotto in maniera consistente il numero degli operatori che è indispensabile per soddisfare la domanda ordinaria e lo smaltimento delle liste di attesa» aggiunge Ferrucci. Gli effetti che si sono avuti con lo spostamento «di branche di attività verso la sanità privata accreditata, non ha risolto i bisogni di salute, ma ha aumentato il flusso dei cittadini verso il privato e sviluppato il ricorso al pagamento delle prestazioni. La riduzione del numero degli operatori ha comportato diffuse inadeguatezze dei livelli assistenziali e l’aggravio delle condizioni di lavoro con l’impossibilità di fruire dei diritti fondamentali al riposo giornaliero/settimanale ed alle ferie». Il Fials contesta, inoltre, il ricorso massiccio al lavoro straordinario, alle prestazioni aggiuntive.
«La rinuncia ad effettuare la Dialisi vacanze in alcune zone costituisce un esempio di un diritto negato ai cittadini per l’incapacità di reclutamento del personale» aggiunge il dottor Ferrucci. Da qui la richiesta all’Asl di un piano dei fabbisogni estivi.
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