Italia
Cecina, scontro mortale in via Po: si attende il medico legale
Sul caso la Procura ha aperto un’inchiesta per omicidio stradale aggravato e per omissione di soccorso alla vittima
CECINA. Servirà un ulteriore esame da parte del medico legale – dopo i primi accertamenti esterni del cadavere effettuati il giorno dell’incidente – per avere il quadro più completo sul caso dell’incidente di via Po. Uno scontro frontale violentissimo tra una moto Guzzi California e un camion di una nota ditta di ceramiche di Rosignano che ha portato, nel tardo pomeriggio di mercoledì, alla morte di Sergio Ermini, 66 anni, originario di Firenze ma molto conosciuto sia a Cecina (dove era tornato ad abitare da poco con la compagnia) che a Piombino (dove ha lavorato per anni fino alla pensione) .
L’incidente, secondo la ricostruzione effettuata attraverso le testimonianze raccolte dalla polizia municipale di Cecina (intervenuta sul posto per i primi rilievi) , sarebbe stato provocato da un sorpasso particolarmente azzardato compiuto da una station wagon scura: percorrendo via Po in direzione opposta alla moto guidata da Ermini, l’auto all’improvviso avrebbe accelerato tentando il sorpassso di un furgone e del camion che aveva davanti a sé e che stavano procedendo a velocità ridotta. Per evitare l’impatto con l’auto così il 66enne avrebbe a sua volta tentato una manovra disperata sterzando verso sinistra, finendo però così per schiantarsi sulla parte frontale del camion che proveniva in direzione opposta. Un urto tanto violento da non lasciargli scampo.
Il pilota alla guida dell’auto inizialmente non si è fermato per soccorrere il motociclista, proseguendo la sua corsa a tutta velocità. Solo la mattina successiva, quando già la polizia municipale aveva avviato le ricerche per individuare (anche attraverso le numerose telecamere della zona) l’automobilista pirata che aveva provocato l’incidente mortale, l’uomo – un agente di commercio di 60 anni di Livorno -si è costituito dichiarando di non essersi reso conto di quanto provocato da quella manovra.
Su di lui pende ora una denuncia per i reati di omicidio stradale aggravato (dalla fuga) e di omissione di soccorso al motociclista. Anche per questo la pm incaricata dell’inchiesta – la sostituto procuratore Alessandra Fera – ha predisposto per lunedì un nuovo esame da parte del medico legale: si tratta di un’ispezione del cadavere che verrà eseguita come integrazione all’iniziale esame esterno già effettuato al momento dell’incidente. Il corpo di Sergio Ermini quindi resterà ancora per giorni a disposizione dell’autorità giudiziaria. E non è escluso che dalla Procura di Livorno si decida per una vera e propria autopsia: per quanto dalla ricostruzione degli agenti della municipale il sorpasso azzardato dell’automobilista resti infatti la causa del tragico incidente, tra la moto guidata da Ermini e la station wagon condotta dal 60enne di Livorno non è avvenuta alcuna collisione effettiva. Entrambi i veicoli rimangono comunque sotto sequestro mentre è stato intanto dissequestrato il camion.
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