Il presidio
Dai commercianti arriva un’idea per ridurre l’impatto dei bidoni
Castiglioncello: d’estate il porta a porta crea difficoltà alle attività del centro
ROSIGNANO. Sono disposti a pagare il suolo pubblico per collocare i bidoni della raccolta differenziata in aree esterne alle loro attività ma chiedono al Comune di Rosignano Marittimo che la copertura, necessaria a mitizzare l’impatto visivo dei contenitori, venga progettata dalla stessa amministrazione in modo uniforme, uguale per tutti. Così da creare un ambiente visivo armonico. Di pensare, in definitiva, ad un sistema di raccolta differenziata per una frazione turistica, come Castiglioncello, che non gode di grandi spazi ma che è caratterizzata da un piccolo centro, da piccole attività commerciali e da aree di pregio storico e paesaggistico.
A richiedere questa soluzione e a motivarla, sono alcuni operatori commerciali del centro di Castiglioncello; tra questi Stefano Valori del bar-ristorante-enoteca “La Piazzetta”, Francesco Buresta della paninoteca-enoteca “La mangiatoia” e Marco Bettini della gelateria “La Veneta”.
«Sappiamo che anche altri operatori commerciali hanno gli stessi nostri problemi, tra di noi parliamo, ci confrontiamo» dicono.
Tutto inizia nell’ottobre del 2021 quando anche a Castiglioncello prende il via la raccolta differenziata con ritiro dei rifiuti porta a porta. Il periodo più critico, per gli operatori, si manifesta durante l’estate 2022.
In estate la popolazione di Castiglioncello, è noto a tutti, quadruplica per la presenza di turisti. Le attività di Castiglioncello, proprio per la conformazione urbanistica del paese, non possono usufruire di ampi spazi interni e dunque molti commercianti sono stati costretti, visto il numero dei bidoni, a collocare gli stessi davanti alle attività o lungo le strade. Con un impatto visivo deleterio per la località turistica. Anche 80, 90 bidoni di vari colori punteggiavano piazza della Vittoria, via Fucini e le strade del paese. Da qui la decisione di Rea e del Comune di realizzare un eco-point alle Spianate e ricercare spazi, lungo le vie, dove collocare i contenitori.
Ma il problema rimane. Con delibera 303 del 30 novembre 2021 la Giunta, nel dare la possibilità ai commercianti che non hanno lo spazio per tenere i bidoni della differenziata all’interno dei locali, chiede agli stessi operatori di pagare il suolo pubblico e, al fine di garantire il decoro urbano, di realizzare un’apposita copertura finalizzata ad accogliere i contenitori stessi.
«Abbiamo concordato – dicono gli operatori – dove poter mettere i bidoni e siamo disponibili a pagare il suolo pubblico ma chiediamo che sia il Comune ad incaricare una o più ditte per progettare e realizzare aree con coperture uguali per tutte le attività. Non è bello per una località turistica vedere bidoni in giro, coperture una diversa dall’altra. Crediamo non sia una bella immagine».
Poi c’è il problema della responsabilità civile: «dalle nostre informazioni risulta che, una volta delimitata l’area e coperta, diventa nostra la responsabilità se accade qualcosa. Ad esempio: se qualcuno butta qualcosa di acceso all’interno della copertura e i bidoni prendono fuoco, la responsabilità è nostra? -chiedono – ciò vorrebbe dire fare anche una assicurazione per eventuali danni.
E poi come possiamo essere responsabili verso altri cittadini che magari passano e buttano, come già stanno facendo, sacchi di spazzatura al di fuori dei contenitori? ». Una domanda che dovrà essere rivolta anche al gestore del servizio di igiene urbana, tenendo presente che l’inizio della stagione non è poi così lontano.
Infine la questione dei cestini e le aree di raccolta. «In estate abbiamo tante persone che arrivano la mattina e ripartono la sera – dicono – sarebbe giusto mettere più cestini e prevedere che anche questi siano predisposti per la raccolta differenziata attraverso una suddivisione degli spazi al loro interno».
Per quanto riguarda le aree di raccolta dedicate ai commercianti: « dovrebbero essere realizzate in luoghi meno visibili ma più vicino al centro. Non solo alle Spianate».
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