Il Tirreno

Studenti del Sant’Anna visitano la residenza Maffi

Il gruppo di studenti al termine dell’esperienza nella rsa della Fondazione Maffi
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Il gruppo di studenti al termine dell’esperienza nella rsa della Fondazione Maffi

Tutti tra i 23 e i 30 anni, partecipano a un programma di eccellenza che coinvolge universitari da tutto il mondo per una settimana

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ROSIGNANO.  Un progetto universitario per sperimentare direttamente il mondo della residenza sanitaria assistenziale di Rosignano Solvay della Fondazione Maffi. A quest’esperienza formativa condivisa hanno partecipato alcuni studenti della scuola superiore Sant’Anna di Pisa che hanno preso parte a lezioni frontali e a esperienze pratiche vissute a fianco di chi vive la fragilità a 360 gradi. Gli studenti universitari hanno così potuto sperimentare in prima persona anche tre spazi terapeutici d’eccellenza: il “Giardino di Anna”, la “Terapia del treno” e la “stanza Snoezelen”, che rappresentano per la struttura rosignanese della Fondazione Maffi vere e proprie eccellenze nel trattamento dei propri assistiti - definiti “fratelli preziosi” dagli operatori della rsa - affetti da demenza e disturbi del comportamento.

Gli studenti hanno tutti tra i 23 e i 30 anni: qualcuno di loro è italiano, ma la maggior parte viene da fuori, da Germania, Francia, Siria, Congo, Burundi e anche Brasile e sono stati selezionali per la Seasonal School della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa in “Economia dell’innovazione e bene comune” coordinata dal professor Andrea Piccaluga e dal dottor Gianluca Gionfriddo. «Si tratta di un percorso intensivo di una settimana per studentesse e studenti di talento provenienti da tutto il mondo – racconta il professor Piccaluga – che vengono coinvolti in momenti formativi in aula e in esperienze sul campo. L’obiettivo è conoscere imprese e organizzazioni che contribuiscono al bene comune per lasciare il mondo migliore di come lo hanno trovato. E la Maffi è certamente una di queste».

Con questa finalità gli studenti sono stati coinvolti in un’edizione molto particolare della “Palestra di Gabriele” che si è svolta nella residenza sanitaria assistenziale di Rosignano Solvay, una delle realtà più innovative della Fondazione Maffi che offre anche un modulo specialistico cognitivo-comportamentale per persone affette da Alzheimer e altre forme di demenza. «La “Palestra di Gabriele” è un percorso teorico e pratico di allenamento alla prossimità – racconta la direttrice socio-sanitaria Antonia Peroni – che per la prima volta è stato svolto interamente in inglese, ma che da anni la nostra Fondazione mette a disposizione di aziende, associazioni e privati che hanno desiderio di migliorare la propria sensibilità, vivendo un’esperienza coinvolgente a tutto tondo. Qui si allenano il cuore e la mente e si sperimenta quello che i nostri assistiti vivono con le loro fragilità: il corsista si mette in carrozzina a “100 cm” scoprendo, da una diversa prospettiva, la realtà che lo circonda – spiega Peroni – oppure si muove con gli occhi bendati e inizia a percepire la dimensione del “vuoto” e cosa significa dipendere dagli altri». Oltre ad alcuni momenti di formazione frontale con il professor Giovanni Padroni, già ordinario di organizzazione aziendale dell’ateneo pisano, e Giancarlo Polenghi (responsabile della comunicazione della Fondazione Maffi) gli studenti del Sant’Anna hanno anche conosciuto e sperimentato i tre spazi terapeutici presenti nella struttura: il “Giardino di Anna” – un percorso guidato all’aperto nel quale le persone affette da demenza possono muoversi liberamente in spazi dedicati alla stimolazione dei sensi – e la “Terapia del treno”, dove tutto ricorda una stazione ferroviaria, dalla biglietteria alle panchine «fino al vagone che riproduce fedelmente uno scompartimento e dove per persone con disturbi del comportamento viene simulato un viaggio con la proiezione di immagini che richiamano paesaggi reali e che ha effetti positivi a tanti livelli» racconta Paola Giuntoli, fisioterapista e coordinatrice della riabilitazione nella struttura rosignanese. Infine gli studenti della Scuola Sant’Anna hanno anche testato “La Stanza Snoezelen”, un ambiente multisensoriale nel quale vista, udito e olfatto vengono stimolati tramite l’utilizzo di suoni, proiezioni e profumi. Al suo interno i ragazzi hanno anche sperimentato una particolare poltrona vibro-acustica con effetto maternage utile per rilassare i pazienti durante la seduta. Entusiasti tutti i partecipanti che alla fine sono stati coinvolti anche in un laboratorio musicale con la musicoterapista Mery Carrai.

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