Il Tirreno

Trovata e smantellata una centrale di spaccio all’interno del bosco

di Gabriele Buffoni
Trovata e smantellata una centrale di spaccio all’interno del bosco

L’accampamento vicino alla strada verso Sassetta

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CASTAGNETO. Controlli a tappeto in tutta la zona. Finché, attraverso le segnalazioni e battendo un territorio impervio palmo dopo palmo, i carabinieri della compagnia di Cecina sono riusciti a localizzare e a smantellare una centrale di spaccio in mezzo alla boscaglia. A poche centinaia di metri dalla strada provinciale 329, quella che collega Castagneto Carducci al vicino paese di Sassetta.

Un vero e proprio accampamento quello che i militari si sono trovati davanti. Completamente nascosto nel fitto del bosco, in un punto abbastanza impervio da essere difficilmente raggiungibile e lontano dai sentieri più battuti. Tra gli alberi e gli arbusti che costituiscono la boscaglia più fitta era stata allestita una copertura di fortuna che custodiva al suo interno indumenti di vario genere (perlopiù cambi d’abito pesanti per le più svariate esigenze legate alle basse temperature del periodo invernale), alimenti in ottimo stato di conservazione e diverse bottiglie e lattine di bevande alcoliche. A pochi metri di distanza dal bivacco centrale, poi, i carabinieri della stazione di Castagneto hanno individuato anche, nascoste nel bosco, ben nove batterie per auto e cinque bombole di gas. L’ipotesi concreta dei militari è che quanto trovato – e prontamente smantellato, così da ristabilire l’area verde del bosco nella sua interezza – costituisca una centrale di spaccio a tutti gli effetti.

I boschi tra Castagneto e Sassetta d’altro canto sono da tempo sotto la lente dei carabinieri in quanto luogo prediletto per le operazioni più capillari di spaccio di stupefacenti sul territorio: in pratica, sfruttando la vicinanza con la Provinciale e al contempo favoriti dall’isolamento e dalle potenziali vie di fuga garantite dalla fitta boscaglia, gli spacciatori utilizzano queste basi per la vendita diretta di sostanze illegali. La procedura è semplice: da un primo luogo di appostamento vicino alla strada (una sorta di “vedetta”) avviene l’avvicinamento con il cliente, che si ferma lungo la Provinciale. Mentre il bivacco nascosto all’interno del bosco costituisce una sorta di accampamento utile al deposito e allo smistamento della merce. Luoghi dove chi spaccia rimane appostato per ore, spesso al freddo: per questo le bombole di gas – utilizzate, secondo i carabinieri che le hanno rinvenute, per alimentare fornellini da campeggio – e anche le batterie per auto, sfruttate per la ricarica di apparecchi elettronici come, ad esempio, i cellulari.

Numerose sono state in questo senso le segnalazioni di privati cittadini – spesso cacciatori del posto, che meglio di altri conoscono i boschi castagnetani – che hanno aiutato in modo prezioso i militari nelle loro ricerche in contrasto alle attività di spaccio.


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