CyberNonno, studente cercasi per aiutare gli over 60 con il pc
Leonardo, 18 anni, ha creato e portato avanti il progetto, ma ora non può occuparsene per gli impegni scolastici. «Cerco collaboratori, in tanti hanno trovato aiuto»
ROSIGNANO. Il CyberNonno di Rosignano per ora resta in naftalina. Il progetto per aiutare gli ultrasessantenni nell’utilizzo quotidiano della tecnologia è infatti attualmente sospeso: per riprendere non gli manca niente, soltanto qualcuno che si faccia avanti e scelga di raccogliere le redini del suo ideatore Leonardo Guidi. Che oggi, a 18 anni, sta affrontando gli impegni dell’ultimo anno di liceo (frequenta lo scientifico “Fermi” a Rosignano) e non può permettersi di dedicare il proprio tempo, come in passato, a un progetto che ha preso origine proprio da una sua idea tanto semplice quanto geniale: mettere insieme nativi digitali e ultrasessantenni per aiutare questi ultimi nell’utilizzo quotidiano della tecnologia. Un uso che – sia per i millennials che, ancor più, per la generazione Z – fa parte di una conoscenza apparentemente innata, tanto da poter essere insegnata con estrema facilità.
«Il progetto di CyberNonno è nato proprio in seguito al rapporto con i miei nonni – racconta Guidi – mi hanno sempre chiesto una mano per quel che riguardava l’utilizzo del computer o dei dispositivi elettronici. Aiuto che è andato intensificandosi specialmente durante ilperiodo del lockdown dovuto alla pandemia. Così a 17 anni, all’inizio dell’estate 2021, non trovando un lavoretto per la stagione mi sono chiesto: perché non aiutare le persone che, proprio come i miei nonni, hanno bisogno di un aiuto in più con le nuove tecnologie? CyberNonno è nato così – spiega – consultandomi con l’UniTre e con l’Incubatore di Rosignano che fin da subito mi ha appoggiato fornendomi gli spazi dove poter tenere queste particolari lezioni private».
La semplicità del progetto fa subito centro. Tant’è che in poco più di un’estate (da giugno a novembre 2021) sono una trentina gli over 60 che si rivolgono a CyberNonno per chiedere un aiuto. «C’era chi mi chiedeva aiuto per le prenotazioni dei vaccini, chi invece aveva bisogno di capire come funzionassero dispositivi come smartphone o tablet nuovi. Cose basilari – spiega – specialmente in un mondo come il nostro dove i processi informatici sono sempre più diffusi: ormai non si può più ignorare l’importanza di saper utilizzare i mezzi digitali».
Il successo di CyberNonno però si è scontrato con l’impegno scolastico di Leonardo. «Ho dovuto progressivamente mollare – racconta Guidi – perché con lo studio non sono più stato in grado di rispondere a tutte le richieste. Un peccato – ammette – perché mi rendevo conto che il progetto era davvero utile per molte persone».
Ne sono un esempio i numerosi disagi sorti con la recente introduzione di servizi di prenotazione informatica per le prestazioni sanitarie. «Per questo la mia speranza è di riuscire a riprendere in mano un domani CyberNonno – commenta Guidi – prima la maturità, poi vedrò quel che io in prima persona riuscirò a fare. Ma fin dall’inizio non ho mai escluso la possibilità di estenderlo ad altri collaboratori: quando mi sono fermato ho fornito al comune di Rosignano tutti i dati dell’esperimento affinché possa servire come base per qualcosa di più utile e ben impostato. Vuole essere un servizio di volontariato sociale – spiega il 18enne – in grado di ribaltare ogni ruolo: sono i nipoti a insegnare ai nonni».
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