Addio a Massimo, 65 anni, morto dopo un infarto: «Stravagante e con uno stile tutto suo»
Giannuzzi era operatore socio sanitario. Il pensionato ha avuto un malore a casa ed è poi morto, lascia due figlie, l’anziana madre e la sorella
CECINA. Due anni fa Massimo Giannuzzi aveva perso la moglie, Patrizia, dopo una malattia. Un dolore che lo aveva segnato, non era più lo stesso senza la compagna di una vita. Nessuno però poteva immaginare che nel giro di poco tempo Massimo, operatore socio sanitario, a lungo dipendente della Fondazione Cardinale Maffi prima di andare in pensione, potesse abbracciare di nuovo la moglie. Il cuore di Giannuzzi, 65 anni, si è fermato una prima volta mentre era a casa, l’altra sera, insieme ad alcuni familiari. I soccorsi non sono serviti a evitare il peggio, perché il 65enne è morto all’ospedale di Cecina, dove è stato trasportato in seguito allo scompenso cardiaco, forse un infarto. Un dolore immenso per le due figlie, Martina di 27 anni, e Lucia, ventenne e per tutta la sua famiglia. Quando hanno visto che stava male hanno temuto il peggio, ma non hanno smesso di sperare che si riprendesse. Invece non è stato così.
Ieri mattina la notizia della morte dell’operatore socio sanitario si è diffusa rapidamente a Cecina dove era un personaggio, nel senso che lo conoscevano tutti. Così come era molto conosciuto, il padre, Silvio Giannuzzi, già poliziotto, morto due anni fa all’età di 94 anni.
Il 65enne era andato in pensione da poco tempo, dopo la morte della moglie. Ma era rimasto legato alla Fondazione, agli ospiti che trattava con affetto e a chi aveva lavorato con lui. Nessuno, ieri mattina, si aspettava di ricevere la triste notizia. Chi con una telefonata, altri con un messaggio e leggendo parole di cordoglio scritte sui social per salutarlo.
Tra tanti ricordi dei colleghi c’è quello di Daniela Scardaci, che descrive Massimo come una persona solare e scherzosa. «Per fortuna ad ottobre sei venuto alla cena con noi colleghi, non potevo farti mancare. Stravagante e unico nel tuo stile. Parlo al presente perché vivrai nei nostri cuori. Uomo di cultura e assoluta simpatia, sempre scherzoso, ma questo è stato davvero un brutto scherzo, non potevi andartene che con questa dignità degna di te, mannaggia Massy. Spero tu possa trovare la pace e che tu possa congiungerti con la tua amata Patrizia. Fai buon viaggio collega e amico, ora farai ridere anche gli angeli, saluta gli altri nostri colleghi lassù».
Oltre alle figlie il 65enne lascia l’anziana madre e la sorella Mariangela. «Perdiamo un amico, una persona speciale»: in queste ore chi lo conosceva ha rivisto scorrere nella mente le pagine di tante situazioni trascorse insieme a lui. C’è chi è tornato indietro nel tempo, agli anni del liceo scientifico, agli studi universitari a Pisa, interrotti dopo i primi anni. «Un uomo intelligente, colto – raccontano – sapeva stare con tutti. L’ironia era una delle sue caratteristiche più spiccate. Non dovevi lasciarci così, all’improvviso, in maniera davvero inaspettata». La salma di Giannuzzi da ieri è composta nella stanze mortuarie del cimitero di Cecina, dove ha ricevuto l’ultimo saluto. Stamani alle 10 è previsto un breve saluto e poi il feretro sarà trasportato a Livorno per la cremazione, secondo quelle che erano le sue volontà.l
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