Il Tirreno

Il lutto

Ciao Nino Pirito, artista e giornalista, orgoglio cecinese

Ciao Nino Pirito, artista e giornalista, orgoglio cecinese

È morto nella sua casa a Genova dove era stato vicedirettore del Secolo XIX. Una lunga carriera nelle tv e nei giornali, dopo essersi affermato come cantante

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CECINA. È morto Nino Pirito, musicista e giornalista di razza. Calabrese, nato a Cotronei nel 1944, arrivò a Cecina con la famiglia – il padre era segretario comunale – da ragazzo. Ai vertici del Secolo XIX di Genova, con una lunga carriera in tv e giornali, da Livorno a Genova a Milano, è stato critico musicale, riconosciuto negli ambienti dello spettacolo come uno dei principali esperti della canzone italiana (suo il libro “Volare – il romanzo del Festival di San Remo”) .

Come ricorda il fratello Fausto (i Pirito sono 4 fratelli: oltre a Nino e Fausto, c’è la sorella Gianfranca e il fratello minore Biagio), a 14 anni si appassionò alla musica suonata sulle orme di Elvis Presley e Paul Anka. Nei primi anni ’60, a Cecina, fondò un “complesso” (oggi sarebbe una band) che chiamò The Friends e nel periodo del boom economico si esibì nei dancing della riviera livornese, con particolare predilezione per lo storico Ciucheba Club di Castiglioncello.

Col nome d’arte di Nino Tristano iniziò poi la carriera di cantautore con la RCA, incidendo ben quindici 45 giri e quattro album, l’ultimo dei quali, “Suonate Suonatori” (1973, Fonit Cetra) è stato definito dall’Enciclopedia della Musica, curata da Renzo Arbore come “il primo riuscito esempio di contaminazione tra musica popolare italiana e rock acustico”. All’album collaborarono gli allora giovanissimi Eugenio Finardi, Alberto Camerini, Donatella Bardi, Lucio Fabbri, Gigi Belloni e altri ancora. Il Pirito musicista/compositore ha scritto canzoni anche per Gianni Morandi, Marisa Sannia, Al Bano, i Gufi, Wilson Simonal, Julien Clerc e Francoise Hardy che, nel 1970, incise la versione in francese, inglese e spagnolo di “Era settembre un anno fa”, un brano che molti conoscono nella versione originale dei Renegades (1969) e in quella dello stesso autore. In seguito, Pirito intraprese con successo la carriera di giornalista fino al pensionamento, nel 2002. Dal 1972 al 1975 fu tra i fondatori di Telebiella, la prima tv privata via cavo italiana, e corrispondente da Milano (anche per lo sport) dell’allora Il Telegrafo (oggi Tirreno) di Livorno. Da maggio 1975 a marzo 1977 è stato direttore responsabile di “Tvl – Tele Libera Livorno”, tra le prime tv private via etere in Italia: con lui, l’ex imprenditore, poi senatore della Repubblica, Paolo Romani; Marco Taradash, giornalista e politico livornese, e un giovane cameraman di belle speranze, anche lui livornese doc, Leonardo Pasquinelli che, nel tempo, ha poi raggiunto i vertici di imprese televisive come Endemol e Magnolia. Nell’aprile del 1977 fondò e fu direttore responsabile e dei programmi di “Tvs Telesecolo”, la tv regionale del quotidiano di Genova.

«Ricordo Nino a metà degli anni ’70 nella redazione di Tvl una delle prime televisioni libere, come si chiamavano, in Italia. Grande professionista e uomo di simpatia unica», lo ricorda il giornalista livornese Franco Marianelli.

Da novembre 1982 ad aprile 1985 lo troviamo direttore delle News di “Retequattro” al fianco di Piero Ottone, ex direttore del Corriere della Sera. Da maggio 1985 a dicembre 2002 ritornò alla carta stampata, al “Secolo XIX” di Genova, in qualità di caporedattore. Nel 2001 fu responsabile dell’edizione sportiva del lunedì del “Secolo XIX”. Da alcuni anni era sofferente, ma ha sempre voluto tenere riservata la malattia. Le sue condizioni di salute sono peggiorate negli ultimi mesi, fino al decesso avvenuto nella notte del 12 dicembre. Si è spento nel sonno in tranquillità e senza sofferenza, riferiscono i familiari che gli erano accanto, insieme con un infermiere di fiducia.

Numerosi i messaggi di cordoglio pervenuti alla famiglia da gente dello spettacolo e del giornalismo come: Pippo Baudo, Renzo Arbore, Giovanni Minoli, il massmediologo Carlo Freccero, Guido Ferilli (autore del celebre brano “Un amore così grande”), Eugenio Finardi, Claudio Sabelli Fioretti, il cabarettista Danilo Vizzini, Paolo Romani, Leonardo Pasquinelli e Marco Taradash.
 

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