Meteo
Fabrizio Filippi alla guida di Olma, il collegio toscano degli olivicoltori
Nuovo incarico nel settore olivicolo di qualità per il presidente regionale di Coldiretti. L’imprenditore santalucese presiede anche il consorzio dell’extravergine Igp toscano
SANTA LUCE. L’imprenditore santalucese Fabrizio Filippi, presidente toscano di Coldiretti e presidente del Consorzio di tutela dell’olio extravergine Igp Toscano, è anche il nuovo presidente dell’Olma di Braccagni. Una grande cooperativa che comprende oltre 1100 soci conferitori. Filippi, socio dell’oleificio, succede a Massimo Neri, morto un mese fa. La successione è stata sancita dall’assemblea dei soci riunitasi nella sala della cooperativa Vallebruna. Filippi, designato come presidente, è stato eletto insieme al neo consiglio di amministrazione composto da 11 membri: oltre a Filippi, ci sono Bruno Tuccio, Lorenzo Piras, Lorenzo Dori, Simona Guidoni Gianfranco Mazzini, Gaetano Zambrini (Coldiretti), Uris Piazzaioli, Giancarlo Innocenti, Amos Unfer (Cia), Elena Neri (Confagricoltura). «La scomparsa di Massimo Neri – dice Filippi – è stata per tutti un trauma, che ha lasciato un vuoto incolmabile. Lui è stato lungimirante nel capire subito che per questa terra la nascita del marchio Igp Toscano sarebbe stato il fattore dirimente per il decollo dell’extravergine di oliva, che prima della nascita di Olma garantiva una marginalità irrisoria agli agricoltori. Per questo abbiamo ribadito il nostro impegno a dare continuità a Olma nel solco della visione di Massimo».
Quale futuro per i soci e per l’extravergine toscano?
«Dovremo sviluppare sempre più il nostro ruolo di azienda che offre un servizio globale. Dall’assistenza agronomica e colturale, a molitura, imbottigliamento e confezionamenti. Dalla gestione delle certificazioni alle comunicazioni al Sistema informativo agricolo nazionale (Sian), fino all’assistenza all’export. Già oggi, ad esempio, a ottanta soci con una produzione significativa garantiamo lo stoccaggio dell’olio con 80 cisterne in acciaio inox da 25 quintali l’una, dove conserviamo l’olio a temperatura controllata (da 15 a 18°) e sotto azoto. In diversi momenti dell'anno, su loro richiesta, confezioniamo ed etichettiamo l'olio che viene consegnato in base alla domanda dei loro clienti».
Com’è andata l’annata olearia quest’anno?
«Date le premesse, direi piuttosto bene. Fino a metà agosto le previsioni erano tremende a causa di siccità e altissime temperature. Poi le piogge di fine agosto e quelle di settembre hanno raddrizzato la stagione, che alla fine è risultata discreta. Con 41.000 quintali di olive conferite in frantoio dai produttori, che hanno avuto una resa media del 13,78% per una produzione di 5.650 quintali di extravergine di oliva (Evo) destinato ad essere certificato Igp Toscano. Anche dal punto di vista della qualità è andata piuttosto bene»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
