Influenza e Covid: ospedale di Cecina in affanno per i ricoveri
Asl Toscana Nord Ovest è pronta a aumentare il numero dei posti letto del reparto di medicina. La Cgil: «Servono anche 20 assunzioni»
CECINA. Influenza e Covid: l’ospedale di Cecina sta andando in affanno per l’aumento di ricoveri e boom di richieste per l’assistenza dei bambini. Dall’inizio del mese di dicembre ogni giorno ci sono stati numerosi accessi, sempre superiori ai 74 con punte di 82 ingressi. Il primo dicembre ci sono stati 12 ricoveri, 14 il giorno successive, sabato 11 e domenica 6. Dati che indicano come in pochi giorni sia aumentata la domanda di ricoveri, tanto che la direzione dell’ospedale di Cecina e Piombino (dove si registra la stessa tendenza) in accordo con l’Asl Toscana Nord Ovest è pronta a aumentare il numero dei posti letto del reparto di medicina che salirebbero a 40 se si verificasse un’emergenza. Di fronte a questa prospettiva Simone Assirelli (funzionario Fp-Cgil provincia di Livorno con delega alla sanità) e Marusca Guarguaglini (delegata Fp-Cgil provincia di Livorno) chiedono un incontro urgente con l’Asl e ritengono che l’ospedale abbia bisogno di un piano di assunzioni che preveda 20 operatori in più, tra infermieri e operatori sanitari.
«La direzione dell’Asl ha aumentato i posti a disposizione per il ricovero di pazienti nel reparto di medicina generale dell’ospedale di Cecina, portandoli da 34 a 40» affermano. Una riorganizzazione «messa in atto – a quanto si capisce – per far fronte anche ad un eventuale incremento dei casi Covid. Sarebbe auspicabile però che l’azienda assumesse anche ulteriore personale, soprattutto se ad aumentare fossero proprio i pazienti affetti dal Covid». Il super lavoro richiesto durante la pandemia ha lasciato un segno. «Secondo le nostre stime per il reparto di medicina generale servirebbero adesso 20 assunzioni tra infermieri e operatori sociosanitari (Oss) . I lavoratori e le lavoratrici del reparto sono da due anni in prima linea per garantire come sempre livelli di cura e di assistenza ottimali, e non sarebbe giusto né opportuno chieder loro altri sacrifici. Si deve procedere a nuove assunzioni, la continua richiesta di prestazioni di lavoro in orario aggiuntivo da parte dell’azienda non è più sostenibile». La rivendicazione riguarda ferie e dei riposi. «Non sarebbe giusto far gravare soltanto sulle loro spalle il peso di questa riorganizzazione. Senza contare che con l’inverno aumenteranno probabilmente anche le assenze per malattia. Le criticità non riguardano però soltanto il reparto di medicina». C’è una carenza di personale anche nei reparti di terapia intensiva, dialisi e al pronto soccorso: i posti lasciati liberi dai dipendenti andati in pensione sono infatti stati rimpiazzati soltanto in parte.
«Per ora i posti letto di Medicina, che sono 36 – spiega la direttrice sanitaria dell’ospedale, dottoressa Giovanna Poliseno – non sono ancora completi. In questo momento abbiamo previsto di portare i posti letto a 40 ma finora siamo sempre riusciti a gestire la situazione bilanciando i numeri tra dimissioni e nuovi ricoveri. È una previsione, per non farci trovare impreparati se ci dovesse essere un ulteriore aumento dei ricoveri».
Da alcuni giorni è stato aumentato di un infermiere il turno della notte ma questa misura viene considerata dal sindacato della Cgil insufficiente.
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