Cecina piange Mario Vanni: l’imprenditore che portava i bimbi ad amare il pallone
Aveva 86 anni e a lungo ha diretto, fino alla pensione, l’azienda Nencini. Ritiratosi dal lavoro, si è dedicato al calcio accompagnando i piccoli rossoblù
CECINA. Una perdita improvvisa e inaspettata. L’intera comunità di Cecina – sportiva e non solo – si è stretta nel lutto attorno alla famiglia di Mario Vanni, molto conosciuto in paese soprattutto come accompagnatore e grande tifoso del Cecina calcio.
Nato il 3 ottobre 1936 «è stato direttore dell’azienda Nencini srl di Cecina – racconta Roberto Vanni, uno dei due figli – e quando all’età di 59 anni è andato in pensione ha potuto dedicare la vita alla sua più grande passione: il calcio. Tutto il tempo libero che aveva lo passava al campo sportivo – racconta il figlio – infatti era sempre l’accompagnatore per i piccoli calciatori ed era un personaggio conosciuto da tutti: in questi giorni in molti lo hanno ricordato come una persona precisa e dal cuore grande. Lui ai ragazzi diceva sempre che “le magliette del calcio vanno sempre rispettate” e non tollerava – rivela Roberto Vanni – macchie o grinze quando le riconsegnavano».
Anche la società sportiva, quella per il quale ha dato tutto sé stesso, lo ricorda con grande affetto. «La società Sporting Cecina si stringe intorno alla famiglia di Mario Vanni – si legge sulla pagina Facebook ufficiale della squadra – un ultimo saluto ad uno storico rossoblù». Un commento doveroso perché «in passato è stato un elemento prezioso per il Cecina Calcio, anche se non ne sono stato un testimone diretto», spiega Fabrizio Zazzeri, attuale presidente della società. Ai social ha rilasciato il suo ricordo anche la nipote Katuscha Vanni. «Te ne sei andato in punta di piedi, come desideravi tu – scrive in un post – dopo una giornata in cui hai visto tutti: figli, nipoti, bisnipoti e dopo la partita dell’Inter. Voglio ricordarti come un nonno con una marcia in più, burlone e sempre con le gambe sotto al tavolino, come tuo fratello Piero». Mario Vanni era persona «molto determinata e tutto ciò che ha fatto nella sua vita è perché l’aveva scelta – ricorda il figlio Roberto – e non aveva paura quasi di niente. Diceva sempre di non temere la morte, ma di soffrire: se ne è andato all’improvviso, nel sonno, in maniera serena. Ci manca molto e manca anche a tanti cecinesi – conclude – perché è stata una morte che nessuno, nemmeno noi familiari, ci aspettavamo. Ma se ne è andato proprio come desiderava e vogliamo ricordarlo per come era: un uomo semplice, che non ha mai pensato ai suoi fini personali. E anche se alle volte era un brontolone, era in realtà buono come il pane. Il suo cuore era grande e gentile, e quando qualcuno gli chiedeva aiuto non voleva mai nulla in cambio».
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