Covid. In trincea contro il virus: «Non abbiamo ancora vinto»
Il dottor Bolognesi: «Serve prudenza, non va sottovalutato»
ROSIGNANO. Parafrasando un vecchio slogan sessantottino “il virus è (ancora) vivo e lotta contro noi”. È la sostanza di quanto ci confida Marco Bolognesi, storico medico di famiglia del comune di Rosignano Marittimo che, operando sul territorio in costante contatto con i suoi mutuati, ha il polso esatto della situazione.
Dottor Bolognesi siamo ancora lontani dal metter la parola fine alla pandemia?
«Purtroppo sì, i casi stanno aumentando in maniera importante, anche se ovviamente stavolta non subiamo l’impatto emotivo della prima ondata di due anni fa quando ci trovavamo impreparati».
Il recente aumento dei casi in Italia è lo stesso che si registra nei comuni della Bassa Val di Cecina?
«Direi proprio di sì: non dispongo di dati precisi ma ritengo che la situazione dei nostri comuni, in fatto di positività al Covid, sia esattamente quella registrata nel Paese».
Può confermare che i casi riscontrati risultano, di fatto, come episodi influenzali?
«Nella maggior parte dei casi effettivamente è così. Ma non vorrei che per questo la gente sottovalutasse il virus: occorre comunque vaccinarsi e continuare a praticare tutti i comportamenti dettati dal buon senso».
Si tratta di un virus meno aggressivo?
«Come tasso di pericolosità sì. Sotto l’aspetto della possibilità di contagio, al contrario, è più aggressivo».
Fasce di età più colpite?
«Riscontriamo casi in tutte, anche quelle più giovani».
Parlava di comportamenti di buon senso: ad esempio?
«I soliti di sempre: evitare i luoghi affollati o, nel caso, utilizzare la mascherina».
I vaccini rimangono ancora fondamentali?
«Sì: non proteggono totalmente dal virus ma rendono gli effetti di questo gestibili».
È in essere la campagna per la quarta dose. ..
«In realtà aspettiamo ancora indicazioni precise dalla Regione. A giorni però dovremmo essere in grado di partire».
Le categorie che dovranno essere vaccinate per prime?
«Dovranno subito essere sottoposti a vaccinazione gli ultraottantenni e i malati fragili, poi si passerà a vaccinare gli ultrasessantenni. Ma restiamo in attesa di quella che saranno le indicazioni regionali e nazionali che certamente sapranno regolare i flussi».
Quanti sono i non vaccinati, secondo la sua stima, nella nostra zona?
«Presumo siano intorno al dieci per cento».
La quarantena per i contagiati rimane tale?
«Ovviamente sì. È necessario rispettare le regole che in merito non sono affatto cambiate. Chi esce di casa rischia di mettere a repentaglio la salute altrui e deve aspettare pazientemente di essersi negativizzato. Ricordiamoci che l’esporre deliberatamente altri al contagio costituisce reato penale con tanto di rischio di una condanna».
Quanto è concreto il rischio di un ritorno alle mascherine?
«Questo non posso deciderlo io ma spero, con le dovute pratiche di prudenza, che non sia necessario».
Un’ultima domanda, quella da cento milioni di euro: quando finirà?
«E chi lo sa. Sono però fiducioso che i risultati legati a studi di nuovi vaccini non mancheranno di aiutarci a porre la parola fine. In tanto accontentiamoci di far diventare il Covid un’influenza come tante. Anche se ad oggi non è ancora così, almeno non per tutti». l
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