Il presidio
«Siamo dimenticate dai servizi sociali chiediamo attenzioni»
Due donne dormono davanti al municipio
CECINA. Per raccontare la loro storia e chiedere aiuto hanno dormito davanti al Comune, sdraiandosi a un passo dalla porta d’ingresso in legno. Silvana Adorni, 21 anni, si è allontanata quattro mesi fa da Palermo dove risiedeva, ha raggiunto in treno Castagneto e poi Cecina. Nella nostra città ha incontrato Annarita Palazzolo, cittadina cecinese la cui missione è aiutare le persone in difficoltà, con la quale ha iniziato la battaglia per ottenere una casa in cui vivere. In questi mesi però, stando al loro racconto, i servizi sociali non le hanno aiutate. Per questo hanno deciso di rivolgersi ai carabinieri a Cecina per denunciare i fatti, ma intanto perseguono il loro obiettivo: dialogare e avere sostegno dalle istituzioni. Ciò significa trovare alla svelta una soluzione al problema. Annarita, che ha incontrato Silvana alla stazione, spiega che a Castagneto l’amica ha lavorato come baby sitter, ma siccome non è stata pagata, ha ripreso il treno e raggiunto Cecina. «Capita la situazione – dice Annarita Palazzolo – ho contattato subito gli assistenti sociali e intanto l’ho portata a casa mia, recuperando i documenti personali nei giorni successivi».
Intanto, ha trovato un altro lavoro a Marina, dov’è rimasta fino a pochi giorni fa. «Siamo venute anche in Comune – prosegue – dove abbiamo esposto la questione alla signora Liana Lippi, perché abbiamo bisogno di un alloggio. Non è pensabile andare avanti così». Trovare una casa, sebbene il momento sia critico da ogni punto di vista, è necessario. Ma al momento questa possibilità non c’è e allora Annarita ha chiesto una roulotte. In attesa della soluzione, è iniziata la protesta, perché – dicono a una voce – «non è pensabile che nessuno si impegni per segnare una svolta in questa vicenda». Mercoledì sera, poco dopo le nove, sono arrivate insieme in piazza Giosuè Carducci, dove dopo cena si trovano famiglie a spasso, anziani che siedono sulle panchine a giocare a carte, ragazzini sugli scivoli e mamme che li controllano chiacchierando e godendosi il fresco della sera. Il centro della città, con i locali aperti, è insomma animato. In poco tempo, Annarita e Silvana hanno aperto le borse e sistemato teloni, giacche e coperte, scegliendo bene il luogo dove avrebbero trascorso la notte: davanti all’ingresso di Palazzo civico. Certo, non sono passate inosservate, soprattutto a due signore che, stupite, hanno preso informazioni. «Resteremo qui fino a quando le istituzioni non ci daranno una risposta convincente e, se sarà necessario, porteremo un letto, poiché una storia del genere non può e non deve proseguire. Non è giusto e nemmeno piacevole, ma siamo determinate e non abbiamo nessuna intenzione di fare passi indietro. Ci siamo rivolte a chi di competenza, com’è giusto che sia». Ieri, tra l’altro, la giovane si è sentita male ed è stata trasportata all’ospedale per le cure.
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