Il Tirreno

Dopo 40 anni l’abbraccio a cena tra gli ex ragazzi della serie D

I partecipanti alla cena amarcord che si è svolta alcune sere fa a Vada. La rosa completa del Rosignano campione 1982. Il capitano Riccardo Martelli mostra la pagina de Il Tirreno che celebrò la promozione dei biancoblù in serie D
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I partecipanti alla cena amarcord che si è svolta alcune sere fa a Vada. La rosa completa del Rosignano campione 1982. Il capitano Riccardo Martelli mostra la pagina de Il Tirreno che celebrò la promozione dei biancoblù in serie D

Rosignano, tanti aneddoti all’incontro tra giocatori e tecnici artefici della vittoria di campionato

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ROSIGNANO. C’è chi lavora come contabile a Milano, chi gestisce un bar, chi è proprietario di un negozio di alimentari o chi fa il venditore ambulante. Ma soprattutto ci sono le testimonianze di un calcio bellissimo che è stato e che non c’è più, un calcio che ci piaceva perché portava migliaia di persone sulle tribune con sane rivalità, avvinceva intere comunità e cementava bellissime amicizie. Come quelle tra gli ormai ex ragazzi del trionfo del Rosignano nel campionato 1981-82 con il ritorno in serie D atteso da lustri. In questi giorni cade il quarantesimo di quella magnifica cavalcata e alcuni non si vedevano da tantissimo tempo. L’idea è venuta a tre di quei protagonisti che sono riusciti a portare al ristorante Catarsi di Vada tanti protagonisti di quel trionfo.

Massimo Bonsignori, Paolo Tedeschi e Claudio Orsini hanno ricevuto prima il sì di Patrizio Tanagli poi via via di molti altri. E così l’altra sera a Vada oltre a loro sono arrivati anche Riccardo Bartalucci, Giancarlo Licari, Giacomo Massei, Sergio Tagliasacchi, Mauro Innocenti e il capitano Riccardo Martelli. Problemi di lavoro o familiari hanno bloccato Rossano Chesi, Marco Maggi ed Enrico Faccenda che hanno inviato messaggi di adesione o audio in cui hanno testimoniato il loro affetto. Presenti anche due dirigenti dell’epoca: Fabio Becuzzi che era nel direttivo presieduto dall’indimenticabile papà Giorgio e Mauro Bandini.

Sergio Ricci rappresentava invece il Club dei tifosi. Ne è valsa la pena anche per chi si è fatto centinaia di chilometri per esserci. E subito un pensiero è stato rivolto a chi non c’è più. Aneddoti e particolari di quella meravigliosa cavalcata sportiva sostenuta da un intero paese si sono sprecati nella serata amarcord. Riccardo Martelli, il regista e capitano ex bandiera del Livorno che aveva giocato anche nel Milan, si è presentato con la pagina de Il Tirreno del 3 maggio 1982 con il titolo “Rosignano, è festa” che celebrava la vittoria decisiva ottenuta il giorno prima a Ponte a Moriano. Si sono riabbracciati i due bomber: Sergio Tagliasacchi e Paolo Tedeschi realizzarono 25 gol in due. Era la mitica “T-T” innescata dalle geometrie di Rik Martelli, dalle volate sulle fasce di Massimo Bonsignori, di Riccardo Bartalucci e di Claudio Orsini. A tirare giù la saracinesca ci pensava il portierone Patrizio Tanagli che dopo quel campionato straordinario catturò l’interesse della Cremonese, squadra di serie A. «Quei due anni a Rosignano mi hanno formato come uomo e come giocatore. Se poi ho vinto sette campionati – ha detto Riccardo Bartalucci – lo devo a quella esperienza in biancoblù». In macchina tre volte alla settimana da Montelupo arrivava insieme a Sergio Tagliasacchi , residente a Monsummano. Entrambi erano stati prelevati dalla Cerretese.

«Rosignano è in assoluto la piazza dove mi sono trovato meglio. Sarei rimasto anche più a lungo – dice Tagliasacchi - invece fui ceduto dopo due anni al Fucecchio anche se l’allenatore Nilo Palazzoli mi voleva». Ma Sergio, che ha memoria lucidissima, ha ricordato quello splendido suo gol della vittoria 1-0 al “Solvay” contro la corazzata Massese di Chiarugi, Casarsa, Speggiorin e del giovane Roberto Mussi che sarebbe andata in C2.

«Eravamo fortissimi – hanno detto in coro Martelli e Bonsignori – con il tecnico Bobo Mazzanti che ci guidava con poche parole ma capacità tecniche e umane straordinarie». Paolo Tedeschi dopo la promozione era in procinto di passare alla Sarzanese ma poi restò a Rosignano e al suo nuovo debutto rifilò due gol al Viareggio che vinceva 2-0 al “Solvay”. Il terzo di quella vittoria in rimonta fu di Claudio Orsini, specialista di punizioni e rigori, che è stato il più longevo di militanza in biancoblù: sei stagioni. Tra un piatto di pesce e un brindisi si è arrivati alla foto di gruppo finale e ai saluti con la promessa di rivedersi presto. Una serata simbolo di un pallone fatto di amicizia e di valori veri. Molto differenti da quelli di oggi.

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