Il Tirreno

Uno spettacolo e due giorni in ricordo di Micha van Hoecke

Federica Lessi
Il coreografo con la moglie Miki Matsuse
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Il coreografo con la moglie Miki Matsuse

Al Castello Pasquini hanno debuttato tante creazioni del grande artista. Si chiamerà “Canto per un poeta innamorato” e andrà in scena a luglio

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CASTIGLIONCELLO. Uno spettacolo renderà omaggio a Micha van Hoecke al castello Pasquini, dove hanno debuttato tante sue creazioni. Si chiamerà “Canto per un poeta innamorato” e sarà inserito in due giorni di iniziative a luglio promosse da Armunia e dal Comune di Rosignano per ricordare il grande coreografo che a Castiglioncello aveva trovato una casa e un luogo dell’anima.

Lo anticipa la moglie Miki Matsuse nell’incontro di giovedì 14 al castello “Tutta la vita per l’arte: Micha van Hoecke”, promosso da Armunia. Un giro di amici, una serie di filmati e immagini, e il suo racconto affettuoso riportano in vita un Micha danzatore scattante nel film di Lelouch “Les uns, les autres”, di cui firmò le coreografie, pensoso sugli spalti della tensostruttura al Pasquini dove nel 1988 creò “Guitare”, la sua prima opera per Castiglioncello, brillante negli aneddoti che hanno segnato la sua esistenza straordinaria. Come l’incontro con Riccardo Muti alla Scala, dove Micha stava provando le coreografie di “Orfeo e Euridice”.

I danzatori erano in pausa ed era rimasto solo sul palco. Continuava a parlare tra sé e sé di come doveva essere la coreografia con quei ballerini classici, così diversi dai suoi interpreti dell’Ensemble. Dalla sala buia inaspettatamente uscì: «è interessante quello che dice». Era Muti, che stava osservando quel coreografo sconosciuto a cui poi lo legherà un rapporto di stima e affetto per decenni. Il maestro gli presenterà la moglie Cristina Mazzavillani, poi direttrice di Ravenna Festival, con cui Micha avrà un intenso rapporto di collaborazione e amicizia per circa trent’anni. E poi la serata al Pasquini per i vent’anni dell’Ensemble nel 2001, dove il coreografo appare con Vittoria Ottolenghi, critica di danza e organizzatrice di festival come “Così danza l’Europa” che nel 1984 lo ospitò a Castiglioncello con “La derniére danse? ”.

Gli incontri più importanti per la carriera si alternano a quelli con gli amici, come il rosignanese Toni Olivieri, con cui Micha amava giocare a scacchi, e la moglie Daniela Nuti, che hanno aperto la loro casa al coreografo, condividendone i successi. O Beppe Danesin, poi presidente dell’Ensemble, e lo stesso Massimo Paganelli, storico direttore di Armunia che lo invitò a Castiglioncello con la sua compagnia iniziando la prima residenza artistica della storia locale. Il grande desiderio di condivisione e le creazioni di Micha animeranno due giorni a lui dedicati, il 15 e 16 luglio al Pasquini, come anticipato dalla condirettrice di Armunia Angela Fumarola e da Miki. «Era un maestro e mi ha dato tanto – dice la moglie – se non fosse per lui oggi io non sarei qui. Per questo sarà valorizzato il patrimonio immenso che ci ha lasciato, per trasmetterlo alle nuove generazioni di questo territorio. Ci saranno le musiche che lui amava con le sue coreografie. Ho la necessità di condividere questa esperienza e mi fa piacere farlo con voi». La due giorni prevede tre momenti: uno dedicato alle scuole di danza e uno alle donne, la sue danzatrici e interpreti incontrate in tanti anni, infine l’allestimento di “Canto per un poeta innamorato. Dedicato a Micha”, spettacolo con le sue coreografie e musiche ideato da Miki e interpretato da suoi danzatori storici come Rimi Cerloj, Yoko Wakabayashi e lei stessa, con la partecipazione di stelle della danza quali Luciana Savignano e Marco Pierin.



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