Musica, contaminazioni e cultura senza barriere
Il gruppo, protagonista al Jova Beach Party, e il progetto nato dai versi scritti in carcere
Le street band sono dispensatrici di magia. Portano la musica a domicilio lungo le strade delle città proprio come fa il sangue nelle vene e riescono a sorprendere ogni volta come fosse la prima. La loro è musica da ascoltare e da vedere.
La Magicaboola Brass Band, già il nome è un invito a sognare, non fa certo eccezione e anzi, oltre ad essersi costruita un ricco curriculum fatto di sfilate, festival, aperture di concerti e album, ha recentemente aggiunto un’altra esperienza interessante quanto particolare.
Tutto è partito dal progetto “Parole liberate”, un’iniziativa ideata qualche anno fa e partito da un bando emanato dal Ministero della Giustizia che chiede ai carcerati di scrivere un testo destinato a diventare canzone.
La collaborazione con molti artisti della scena italiana, tra cui appunto i Magicaboola, e l’etichetta “Baracca & Burattini” hanno fatto poi il resto: il risultato è un album disponibile sia in formato fisico che in digitale dal 1° aprile.
Alla fine un ottimo modo per iniziare il mese anziché con il classico “pesce” con un progetto che unisce musica, cultura e integrazione.
Quando e dove vi siete formati?
«Nel 2008, il progetto è nato tra le strade della Val di Cornia con musicisti provenienti dalle province di Livorno, Grosseto, Lucca e Pisa anche se il nostro “quartier generale” è San Vincenzo.
Chi siete?
«Alessandro Riccucci e Renzo Cristiano Telloli al sax alto; Francesco Felici e Sigi Beare al sax tenore; Andrea Lagi, Giulio Mari e Luca Carducci e Mirco Pierini alla tromba; Riccardo Tonello e Manuel Signorini al trombone; Leonardo Ricci al sousaphone; Filippo Ghezzi, Michele Santinelli e Pietro Petri al sax baritono; Riccardo Focacci e Oliver Mannari al rullante; Francesco Giomi alla cassa); Francesco Dell’Omo alle percussioni».
È vero che avete vinto un prestigioso premio?
«Sì, siamo l’unica band italiana ad aver vinto il primo premio come miglior gruppo premiato dalla giuria al concorso internazionale Haizetara “Contest of street bands fanfare and street music” in Spagna».
Quali sono i vostri principali “palcoscenici”?
«Le strade delle città in occasione di feste di piazza e sagre ma anche festival jazz, festival rock, feste private e matrimoni. E poi negli ultimi tempi ci sono capitate situazioni davvero travolgenti come suonare al Jova Beach Party nel 2019, nelle tappe di Viareggio e Rimini. Un’esperienza spettacolare sin dal back stage in un contesto rilassato e divertente».
Altri eventi cui avete preso parte?
«Tra gli altri citiamo “The Nightfly Festival” a Lignano Sabbiadoro, “Lucca Sucmmer Festival”, “International Durham Brass Festival” a Durham, Barcellona La Mercè Festival oltre ai numerosi festival jazz sparsi in tutto lo stivale e concerti che abbiamo avuto il piacere di aprire.
Ad esempio?
«Lorenzo Jovanotti, Bobby Watson, Incognito, Nina Zilli, Raphael Gualazzi, Nick the NightfFly, Sarah Jane Morris, Matt Bianco, Fabrizio Bosso ed altri ancora».
Il primo aprile è uscito il cd contenente il singolo “E il pensiero vola”. Soddisfatti?
«Molto, l’album porta il titolo “Parole liberate oltre il muro del carcere” e si tratta di un bellissimo progetto avviato già in tempi pre-Covid.
Chi ha scritto il pezzo che avete musicato ed arrangiato?
«Un ragazzo della provincia di Arezzo arrestato per traffico di oro che ha molta dimestichezza con la musica».
Perché proprio questo brano?
«Potevamo scegliere uno tra i testi selezionati dalla giuria – risponde Riccucci – e dopo aver letto “E il pensiero vola” non abbiamo avuto dubbi, era il pezzo giusto per noi. Infatti mi è subito venuta in mente la melodia. La band è stata coinvolta grazie a Paolo Bedini, proprietario della “Baracca & Burattini” che ci ha fatto suonare in alcune occasioni negli ultimi anni».
Quale location avete scelto per il video del brano?
«San Vincenzo, abbiamo registrato all’interno della Torre e sulla spiaggia del parco di Rimigliano.
Avete altri dischi all’attivo?
«Sì, quattro. Nel 2008 è uscito “Boom”, seguito nel 2011 da “Attaccati alla luna” e “The dard side of the street” nel 2016. Tre anni dopo è uscito il cd “Multicolor Dance” realizzato in occasione del Jova Beach Party».
Nei vostri concerti proponete inediti o cover?
«Metà e metà. Suoniamo sempre i nostri pezzi ma ci piace alternarli con celebri brani da noi riarrangiati come “La Bamba”, “Misir Lou” (da Pulp Fiction) , Funky Nassau (Blues Brothers) ma anche “Superstition”, o “L’ombelico del mondo” solo per fare degli esempi».
Prossimi appuntamenti?
«Il 3 aprile saremo a Pederobba (PD) per la 15ª festa di primavera, il 15 maggio al Vicenza Jazz Festival, il 27 maggio all’Ascona Jazz Night in Svizzera, il 18 giugno a Laigueglia (Savona, ndr)) Percfest».
Che peso ha pubblico nei vostri spettacoli?
«Enorme. La nostra musica è il risultato di contaminazioni blues, jazz, etnica, funk, hip hop, ed il coinvolgimento del pubblico, specie quando coloriamo le strade di borghi e città, è indispensabile perché lo spettacolo diventi un vero arcobaleno di suoni e di allegria».
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