Il presidio
Gli studenti delle medie Galilei scendono in campo per la pace
Decine di mani colorate di vernice, striscioni e tanti messaggi di affetto per il popolo ucraino
CECINA. «Siamo insieme per la pace», dicono quasi 150 studenti delle terze medie Galileo Galilei di Palazzi mentre dipingono e sfilano davanti all’ingresso della scuola.
Decine di mani colorate di vernice si appoggiano ai lati del lenzuolo bianco, dove la scritta di quattro lettere bordata di verde stacca e lancia un messaggio di affetto e rispetto per il popolo ucraino.
Ieri mattina, il professor Giovanni Ferretti e tutti i suoi colleghi hanno spiegato al mondo la propria solidarietà verso chi, dalla fine di febbraio a oggi, subisce attacchi e deve lasciare il paese cercando rifugio nelle altre nazioni europee. E siccome le difficoltà si risolvono con aiuti concreti, l’istituto della preside Caterina Startari ha promosso una raccolta di cibo, vestiario e farmaci da banco che in questi giorni sarà consegnata al centro di raccolta aperto in via Buozzi davanti al cinema Tirreno. Il progetto, tradotto in riflessioni, arte e musica, ha coinvolto sei classi terze dalla sezione G alla N e gli insegnanti Paola Tardito, Laura Angeli, Paolo Lumini, Rita Iacoviello, Franco Ceccanti, Michela Ciulli ed Elena Pasquini.
In due turni, i ragazzi hanno composto gli striscioni e sventolato le bandiere arcobaleno e dell’Ucraina, dove il giallo rappresenta i campi di grano e il blu l’azzurro del cielo.
La mano tesa e le dita impresse sullo sfondo bianco sono la sintesi dell’iniziativa, perché ai professori e alla dirigente è piaciuto l’interesse e la capacità di riflessione mostrate dai loro allievi per il conflitto esploso nell’ex Unione Sovietica. All’improvviso, hanno capito attraverso la televisione e internet come le bombe e le raffiche di mitra abbiano seminato soltanto morte e distruzione.
«Dobbiamo ricordare chi ha avuto paura – hanno detto i ragazzi leggendo alcuni pensieri personali al microfono – e come i conflitti distruggano il futuro. Non è mai uno Stato solo a provocarli, la colpa è sempre di tutti. La storia insegna, ma gli uomini non hanno ancora imparato niente».
Poesie di Salvatore Quasimodo e testi di altri autori del secolo scorso hanno completato le esposizioni. Arricchite poi da due brani cantati in coro: “La guerra di Piero” di Fabrizio De Andrè e “Non mi avete fatto niente”, composto da Ermal Meta e Fabrizio Moro e vincitore del Festival di Sanremo 2018.
Il tema sono il terrorismo e gli attentati a Parigi e Londra. Come da programma, gli studenti hanno disputato anche una staffetta dopo avere formato sul campo da basket il cerchio con le tre linee ideato nel 1958.
Girando attorno ai compagni, hanno sventolato le bandiere, disponendosi poi al centro per completare la parola pace. Un inno alla libertà e al rispetto dei popoli.
Michele Falorni
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
