All’asta per beneficenza Ornellaia 2019 “Il vigore”
Le esclusive etichette realizzate dagli artisti Nathalie Djurberg e Hans Berg il ricavato per rendere accessibili i musei Guggenheim a non vedenti o ipovedenti
BOLGHERI. La terra e le mani che la lavorano, simbolo di vita e forza, la natura e l’uomo si fondono per dare vita al vino. Dalla terra la vite, dalla vite con l’intervento dell’uomo il vino. Questo il concetto che interpreta la vendemmia d’artista di Ornellaia 2019, Il Vigore, secondo gli artisti Nathalie Djurberg e Hans Berg.
Vendemmia d’artista è un progetto a cui la casa vitivinicola bolgherese tiene molto e che permette attraverso una vendita all’asta, tramite Sotheby’s, in programma dal 5 al 19 ottobre 2022, di tutti i formati realizzati con l’etichetta artistica, di donare i soldi ricavati alla Fondazione Solomon R. Guggenheim a sostegno del programma innovativo “Mind’s Eye”. Dalla prima edizione sono stati raccolti oltre 2 milioni di dollari.
«Dalla nascita di Vendemmia d’artista nel 2009 abbiamo donato in beneficenza oltre 2 milioni di dollari – dice Giovanni Geddes da Filicaja, amministratore delegato della tenuta – . È un’immensa soddisfazione veder crescere il progetto a livello internazionale e sapere che il lavoro che stiamo facendo dà la possibilità alle persone non vedenti o ipovedenti di scoprire l’arte contemporanea attraverso l’uso dei sensi».
Il direttore della tenuta Axel Heinz spiega che «l’annata 2019 è stata caratterizzata da un clima molto variabile, con alternanza di freddo e pioggia e lunghi periodi di siccità e caldo. Dopo una primavera incostante e un’estate quasi perfetta, l’abbassamento della temperatura di fine settembre ha portato a vini di grande finezza e ricchezza aromatica». Che prosegue: «Un vino potente, misterioso e intrigante, che al primo assaggio non svela tutte le sue sfaccettature, ma avvolge il palato nella curiosità di poterne cogliere le diverse sfumature».
Gli artisti hanno incentrato il loro lavoro sul tema della metamorfosi, sulla ciclicità della natura e sulla sua trasformazione, nonché sul rapporto tra l’uomo e la terra. Questi concetti sono espressi in un progetto che evolve dal design pensato per le etichette da 750 ml e da 3 litri alle sculture dei grandi formati 6 e 9 litri. Il dito, rappresentato in etichetta 750 ml, che lascia l’impronta sulla terra, ben raffigura il vino che riempie di curiosità, di voglia di farsi conoscere poco alla volta ma lasciando poi un segno tangibile in chi si sofferma a degustarlo. Così, da ritrovare nel calice, quell’energia che la natura dona alle piante e agli uomini, ma soprattutto al territorio che si esprime come linfa: la linfa vitale de “Il Vigore”. «Dal colore rosso rubino intenso – aggiunge l’enologa Olga Fusari – il vino è corposo e vibrante in bocca, riempie il palato con la sua trama tannica densa ed elegante e termina con un finale persistente e splendidamente fresco».
Le somme raccolte attraverso il progetto Vendemmia d’artista consentono di estendere il programma ad altri musei della Guggenheim constellation: New York, Bilbao, Venezia. Lo spiega Richard Armstrong, direttore del Solomon R. Guggenheim Museum and Foundation: «La generosità di Ornellaia ha permesso l’espansione di Mind’s Eye, collegando partecipanti in tutto il mondo tramite progetti virtuali. Ciò che abbiamo imparato negli ultimi tre anni ha permesso al Guggenheim di incrementare l’accessibilità sia ai luoghi che alle opere d’arte tramite esplorazioni multisensoriali».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
