Il presidio
Ex cava di Cariola, interrogazione in consiglio regionale
Fratelli d’Italia accende i riflettori sul maxi progetto: «Invasivo per il territorio e potenzialmente pericoloso»
CASTAGNETO. L’ex cava di Cariola, al confine tra Castagneto e San Vincenzo, dove sono in corso i lavori preparatori per la realizzazione della cantina dell’azienda Dievole è al centro di un’interrogazione al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani a firma del consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi. L’attenzione sul progetto di recupero ambientale, su cui da tempo ha acceso i riflettori il capogruppo di Svolta per Castagneto Benito Gragnoli esprimendo più di un dubbio, poggia sul protocollo d’intesa siglato nel 2018 dalla Regione, il Comune di Castagneto Carducci e Dievole Spa.
«Sul progetto, che ha un impatto molto importante sia dal punto di vista ambientale che edilizio, la Soprintendenza ha espresso parere negativo – rileva il consigliere Capecchi –. Il progetto che comporta l’approvazione della variante contestuale al Piano strutturale e al Regolamento urbanistico, inclusa la valutazione ambientale strategica, la valutazione d’incidenza e le indagini geologico tecniche e idrogeologiche, è stato ammesso tramite Programma aziendale di miglioramento agricolo ambientale con valenza di Piano attuativo».
Capecchi vuole conoscere lo stato dell’arte, a partire dal contenuto del protocollo d’intesa del luglio 2018. Inoltre, vuole sapere «se è stato avviato il procedimento di valutazione d’impatto ambientale e se per il progetto di recupero dell’ex cava sono state impegnate risorse pubbliche». Chiede se la Regione abbia notizia di «pareri contrari sia dal punto di vista urbanistico che ambientale». E se non sia ritenuto un progetto «troppo invasivo per il territorio e potenzialmente pericoloso, vista la presenza nella cava di materiali particolari, anche radioattivi, quali la riolite». A questo proposito chiede se «siano state previste misure ad hoc per evitare eventuali problemi ambientali». Ma anche se considerato il «delicato equilibrio idrogeologico, la Regione prima di aderire al progetto di recupero, abbia valutato gli eventuali problemi legati agli scavi necessari per la realizzazione del progetto». E vuole conoscere «a quanto ammonta l’investimento complessivo del progetto e se il sito, una volta messo in sicurezza e completato il progetto, abbia ricadute pubbliche di fruibilità oppure sarà accessibile solo ai clienti della cantina».
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