Morto a caccia, nuovo rinvio per l’autopsia
Il primo esame è stato bloccato per fare altre verifiche sui soccorsi, potrebbero esserci altri indagati dopo i primi otto
Ponteginori. Era tutto pronto, all’inizio della settimana, per l’autopsia sul corpo di Cristian Ghilli, 19 anni, morto in conseguenza di un incidente di caccia. Ma la Procura di Livorno, che già ha indagato otto persone che, con ruoli diversi, si sono occupati dei primi soccorsi e delle cure prestate a Cristian, ha disposto in questi giorni ulteriori accertamenti. E lo ha fatto sulla base di quanto è emerso dalle prime indagini effettuate dai carabinieri della compagnia di Volterra. Ma anche su quanto è emerso da alcune testimonianze. Non è escluso dunque che la lista degli indagati, sempre nell’ambito dei soccorsi sanitari e delle cure, possa allungarsi. Ma se ci sono altri indagati per omicidio colposo, rispetto a quelli iniziali, probabilmente si saprà oggi. Per questa mattina è infatti fissato l’inizio dell’autopsia sul corpo del campione di tiro a volo di 19 anni, morto la sera di Befana, a distanza di alcune ore dall’incidente, mentre lo stavano operando - all’ospedale di Cecina – per fermare una violenta emorragia. Ghilli era insieme al padre e a un amico nei boschi di Gello, tra Ponteginori e Montecatini Valdicecina, quando si è sparato accidentalmente.
La famiglia di Cristian nei giorni successivi alla tragedia ha presentato un esposto. I familiari non si danno pace: hanno affidato il loro Cristian ai soccorritori quando ancora era cosciente. Lo hanno rivisto quando ormai era morto. Non si spiegano cosa sia successo dopo e hanno dubbi sui tempi e le modalità del primo intervento a Ponteginori, oltre che su quanto avvenuto all’ospedale di Cecina.
La Procura ha acquisito le telefonate con le richieste di aiuto, compresa la registrazione della prima chiamata arrivata al 118 dalla madre del giovane. Il ragazzo, gravemente ferito, avrebbe avuto la forza di raccontare che era inciampato mentre raccoglieva dei bossoli. Scivolando nel fango, gli è partito un colpo dal fucile calibro 12 che lo ha raggiunto all’addome e a una mano. L’incarico dell’autopsia è stato affidato al professor Luigi Papi che si avvarrà negli esami medico legali anche di un chirurgo. Sono giorni di angosciante attesa per i genitori e i familiari di Cristian che però chiedono sia fatta luce sulle cause della morte e su eventuali responsabilità da parte dei medici. Poi potranno dare l’ultimo saluto all’amato ragazzo che fin da quando era poco più di un bambino aveva dimostrato la sua abilità nel tiro a volo. Nessuno mai avrebbe immaginato che potesse morire così, lui così esperto di armi e soprattutto così giovane.
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