«Addio a un pezzo di storia, cimelio che andava salvato»
castiglioncello. Le immagini, riprese da una passante, hanno colpito al cuore Caletta. E un’intera comunità ha osservato, attonita e impotente, stretta come di fronte alla notizia della morte di un personaggio storico del quartiere.
La Padella, simbolo della Festa del Pesce che aveva reso famosa la frazione, non esiste più. Smantellata, tagliata in due, ridotta a un ferro vecchio. Ma indimenticata.
«Un pezzo della nostra storia che se ne va», è il primo dei commenti al post su Facebook. Ma il sentimento travalica i confini comunali, e si moltiplicano i messaggi di cordoglio da tutta la provincia.
Il pensiero di molti va ai parenti che non ci sono più, che avrebbero pianto di fonte allo scempio. Altri invece rimpiangono la decisione di non conservare il fulcro attorno al quale si riunivano intere generazioni. «Poteva essere esposta da qualche parte come cimelio della storia di Caletta», commenta un altro utente, mentre qualcun altro suggerisce che si poteva «metterla sul viale verso le Morelline, o in un terreno del Comune, o nella pineta vicino all’ex ospedale Solvay».
Accanto, poi, c’è chi si sfoga così: «Ma che brutta azione... un sacrilegio per chi ci ha messo l'anima per tanti anni. Che mondaccio!».
Negli ultimi anni la Padella era ospitata al riparo della rampa del cavalcavia: prima “a riposo” tra una Festa e l'altra, poi definitivamente “pensionata”.
«Una vergogna. Ma come si può permettere una cosa del genere», inveisce un altro utente, che poi insiste: «Stanno togliendo tutto da Castiglioncello e Caletta».
«Potevano fare una mostra e metterla in esposizione in ricordo della Festa e delle tradizioni di Rosignano. Ormai non c'è rimasto più niente delle feste», rilancia un altro commentatore.
E di fonte all’incredulità di chi ripete che «sembra impossibile, lo trovo incredibile», e ricorda che «era un’attrazione, faceva bene al territorio», fra il dolore e le lacrime c’è chi grida al «peccato, distrutto il ricordo di una bellissima festa».
La Festa, ormai, non si fa più dal 2019. Il Covid, certo, ma anche un ricambio generazionale mai veramente arrivato, per non entrare nelle questioni di normative, organizzazione e soldi.
La Padella, però, si poteva e si doveva salvare. Non che dei tentativi non siano stati fatti, ma un motivo o l’altro lo ha sempre impedito. L’ipotesi alla quale rimanere aggrappati rimaneva la collocazione alla fine di via Marradi, e infatti un utente ricorda: «Anche in mezzo a una rotatoria nelle vicinanze, come ricordo della storia, piuttosto che nel camion della Rea».
Negazione, rabbia, patteggiamento e depressione, e infine l’accettazione. Elaborati i sentimenti resta un’unica parola per riassumere il lutto di un’intera comunità: «Follia».
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