Il Tirreno

L’EVENTO CANCELLATO ANCHE QUEST’ANNO 

Il Covid spegne la magia del presepe vivente

Alessandra Bernardeschi

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ROSIGNAN0. Salta, come l’anno scorso, il presepe vivente che per trentadue anni consecutivi veniva organizzato nel borgo antico di Rosignano Marittimo. E ciò che è peggio è che, con ogni probabilità, questa manifestazione che attirava più di cinquemila persone nelle strade del paese, non verrà più riproposta. A dirlo, senza celare l’amarezza, Luigi Marino presidente della Pro Loco di Rosignano Marittimo; associazione che ogni anno organizzava l’evento. «La botta finale ce l’ha data il Covid – dice Marino – anche l’anno scorso non abbiamo potuto organizzare il Presepe a causa delle normative circa distanziamenti e sicurezza. Ma in verità i problemi sono anche altri. Non abbiamo più volontari, nessuno si presenta per rivestire i panni di un figurante. Non troviamo più, nel centro storico, fondi e magazzini all’interno dei quali venivano rappresentati i vecchi mestieri. Adesso sono stati tutti trasformati o utilizzati in altri modi; quelli ancora liberi vanno svuotati, ripuliti e poi messi nuovamente in ordine». La prima rappresentazione del presepe vivente è del 1988. Da quella data il borgo medievale di Rosignano Marittimo si è trasformato, nella notte del 24 dicembre e nel pomeriggio del 26, in una piccola Betlemme dove i figuranti rievocavano la nascita di Gesù. Un percorso che iniziava dal centro del paese, si snodava tra le strette vie del borgo, fino ad arrivare al castello mediceo dove i visitatori, dietro al torrione, trovavano la capanna con Giuseppe, Maria ed il bambinello. «Tutto il paese era coinvolto – dice Marino che assieme alla famiglia non ha mai mancato ad una edizione rivestendo negli anni vari ruoli – arrivando anche a 150 o, negli anni del boom, 200 figuranti. Una tradizione quella del Presepe Vivente che attirava, nelle due giornate del 24 e 26, anche cinquemila e più persone che arrivavano da tutta la Toscana e anche da fuori regione. Abbiamo dovuto rinunciare a causa del Covid, ma a dire il vero, durante le ultime edizioni abbiamo avuto problemi perché non ci sono più volontari per organizzare l’evento». Anche le normative, sempre più stringenti, non hanno aiutato. «Basti pensare che era diventato un problema anche portare la mucca all’interno della capanna; era considerato un trasporto eccezionale e così occorrevano permessi e autorizzazioni. Una tradizione che- dice amaramente il presidente della Pro Loco – sarà impossibile rimettere in piedi. Troppi i problemi da affrontare, poche le persone che oggi sono interessate a farla proseguire. E pensare che gli ultimi anni i figuranti arrivavano anche da Pisa proprio perché il Presepe Vivente era ormai conosciuto in tutta la Regione».

Alessandra Bernardeschi

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