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Dogana, sala in ricordo di Ilaria donna-coraggio morta a 43 anni
Le sarà intitolato uno degli spazi principali degli uffici livornesi dove lei lavorava Iniziativa dei colleghi dell’Adi e pressing del sindaco Lippi sui vertici dell’Agenzia
CECINA. «Ci ha lasciati con il sorriso che l’ha sempre distinta». Con queste parole i colleghi dell’Associazione Doganale (Adi) avevano dato nell’autunno 2017 l’ultimo abbraccio a Ilaria Carletti, dipendente dell’Agenzia delle Dogane di Livorno, stroncata a 43 anni per l’aggravarsi delle condizioni di salute dopo un gravissimo incidente stradale che per quasi tre mesi l’aveva lasciata in un letto d’ospedale a Cisanello prima che il suo cuore generoso smettesse di battere.
Se il cuore si è fermato, invece non si è bloccata l’onda del ricordo: e, a distanza di quattro anni, si materializzerà la promessa che i colleghi avevano fatto quel giorno ai funerali: «Sarai comunque con noi e in mezzo a noi nel ricordo più sincero della tua forza e del tuo coraggio», come dichiarava Antonio Dioguardi a nome dell’Assodoganale. E adesso il direttore dell’Ufficio livornese di Dogane Accise Monopoli, Giovanni Parisi, ha dato l’ok alla proposta di intitolare a Ilaria Carletti la sala riunioni della sede di piazza dell’Arsenale: la cerimonia è prevista per il 13 dicembre in forma sobria adeguata all’emergenza Covid, sarà presente la madre della donna.
In effetti, Cecina è parte in causa perché Ilaria Carletti era una donna cecinese invalida al 100% che ha dovuto fare i conti con la complicata condizione di disabile. L’ha fatto con la grinta di «una che non si fa scoraggiare da niente e da nessuno», come diceva lei: prima con il suo mezzo adattato per raggiungere da Cecina, dove abitava, l’ufficio doganale livornese in cui prestava servizio; poi, quando la disabilità si è aggravata, si è fatta accompagnare.
L’incidente è accaduto all’indomani del ferragosto di quattro anni fa: a bordo di un Doblò della Misericordia stava rientrando a casa da una visita specialistica quando il veicolo è stato centrato da un mezzo proveniente in direzione opposta. Uno scontro talmente violento che solo l’intervento dei vigili del fuoco ha consentito di estrarre il corpo di Ilaria dalle lamiere: la sua voglia di vivere le hanno dato la forza di resistere fino alla prima metà di ottobre, poi la fine.
Dal quartier generale dell’Associazione Doganale ribadiscono che il ricordo di Ilaria «ha lasciato un segno indelebile in tutti coloro che l’hanno conosciuta» e, con questa intitolazione, «rimarrà ancora più presente a testimonianza del suo coraggio, della gioia di vivere e della dedizione al lavoro». È da aggiungere che la proposta dell’associazione è stata caldeggiata anche dal sindaco cecinese Samuele Lippi. «Non posso che appoggiare la richiesta – ha scritto il sindaco ai vertici dell’Agenzia – in onore all’elevato valore, alla determinazione e al senso del dovere da sempre dimostrati da Ilaria, nonostante le difficoltà quotidiane derivanti dalla sua condizione, affrontate sempre con il sorriso sulle labbra».
Aveva il diploma conquistato anch’esso con determinazione e aveva dalla sua una serie di corsi, solo lei poteva sapere quanta fatica le era costato frequentarli. Grinta e determinazione, ma chi la conosceva bene metteva l’accento soprattutto sulla capacità di stare insieme agli altri. Lo scorso anno era stato assegnato alla memoria di Carletti il memorial Favale, il premio che in onore di uno stimato alto dirigente doganale.
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