Il Tirreno

L’assemblea 

Balneari, un aiuto dalla politica per evitare lo spettro delle aste

Michele Falorni
Balneari, un aiuto dalla politica per evitare lo spettro delle aste

Onorevoli e sindaci della costa invitati all’assemblea di Confcommercio e Sib «Valuteremo azioni legali contro la sentenza del consiglio di Stato» 

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Michele Falorni

Cecina. La direttiva Bolkestein e lo spettro delle aste per riassegnare le concessioni demaniali a partire dal 2024, cancellando storie di famiglie che hanno fondato e gestito gli stabilimenti in tutta Italia, spaventa i balneari. Che ieri mattina hanno promosso un’assemblea al teatro Eduardo De Filippo di Cecina e cercato soluzioni: Confcommercio e Sib, il loro sindacato, hanno ricevuto onorevoli, sindaci e colleghi dalle province di Livorno, Pisa e Grosseto. Alla fine dei numerosi interventi, basati sulla recente sentenza del Consiglio di stato, tutti hanno ribadito che serve maggiore dialogo con la politica per discutere la questione attorno a un tavolo istituzionale e, allo stesso tempo, studiare la riforma del settore che chiuda la parentesi delle proroghe e tuteli sempre i concessionari. In sala erano presenti il vice sindaco di Cecina Antonio Giuseppe Costantino, i sindaci di Bibbona Massimo Fedeli, Rosignano Daniele Donati, Castagneto Sandra Scarpellini e Piombino Francesco Ferrari, il presidente nazionale Sib Confcommercio Antonio Capacchione, la presidente regionale Stefania Frandi e i provinciali Daniele Avvento di Grosseto, Alberto Nencetti di Livorno e di Pisa Fabrizio Fontani, oltre ai consiglieri regionali Gianni Anselmi e Marco Landi, agli onorevoli Manfredi Potenti, Riccardo Zucconi, Umberto Buratti, Roberto Berardi, Massimo Mallegni e, in video, Maurizio Gasparri e Andrea Romano, oltre ai titolari dei bagni. Il principio è questo: per trovare la risposta definitiva serve promuovere il gioco di squadra tra Comuni, Regioni e governo, complice l’impegno del sindacato che ha seguito anno dopo anno l’evoluzione della direttiva arrivata nel 2006.

L’obiettivo è evitare incertezze in vista dell’estate 2022, in quanto il turismo balneare è il settore trainante per eccellenza e ogni anno, compreso il 2020 quando si è diffusa la pandemia, le spiagge si sono riempite. Siccome la professionalità dei titolari dei bagni è alta, è necessario scongiurare le aste, la perdita consistente dei posti di lavoro e il probabile arrivo delle multinazionali. Per evitare che i milioni spesi negli investimenti vadano bruciati, «bisogna rimanere uniti e cercare insieme una risposta», hanno detto Nencetti e i suoi colleghi negli interventi. Questo perché i balneari pagano le tasse in modo regolare, non sono usurpatori del bene pubblico e nemmeno evasori fiscali, anzi, combattono con imprevisti quali le mareggiate e i temporali che danneggiano le strutture e, negli ultimi anni pure sulla nostra costa, l’erosione costante. Gli onorevoli hanno convenuto che la visione comune e il riconoscimento del valore aziendale sono punti fermi per organizzarsi, come il dialogo con l’Unione europea e la proposta di estendere le proroghe almeno al 2033 in attesa che si costituisca una piattaforma in cui confluiscano suggerimenti e proposte. Senza dimenticare che la realtà italiana è particolare, perché non esiste un tratto di arenile uguale all’altro. «Se necessario – ha concluso Capacchione prima di lasciare la parola ai sindaci – valuteremo azioni legali, perché la sentenza del consiglio di Stato non deve divenire definitiva. Invece, dobbiamo impegnarci per disciplinare la materia, riformando il settore e coinvolgendo la politica attorno a un tavolo di confronto». Azzerando in via definitiva la fase dell’incertezza, sebbene per mappare le coste serva tempo. Costantino e Donati hanno ricordato che colloqui istituzionali in Regione e con l’Anci sono già avvenuti. Su questa strada è doveroso proseguire.

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