Il Tirreno

la mostra a vada 

Due famiglie di falchi e un “reality” fotografico

Federica Lessi
Due famiglie di falchi e un “reality” fotografico

A raccontare per immagini la meraviglia della natura dei gheppi due autori: il pratese Francesco Paci e Andrea Daina Palermo, naturalista vadese

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Federica Lessi

vada. Hanno scelto il campanile della chiesa di Vada e quello di un convento di Calci per rifugiarsi e nidificare. Due gheppi, piccoli falchi, e le compagne durante il lockdown hanno trovato casa e messo su famiglia.

I fotografi Andrea Daina Palermo e Francesco Paci li hanno scoperti e poi seguiti, raccontando per immagini le loro storie. Un reportage fatto di appostamenti o incontri fugaci, discrezione e rispetto ma anche di profonda ammirazione per la natura. Le due storie parallele sono raccontate in 30 scatti nella mostra (promossa dalla Proloco Vada e dal Comune di Rosignano) “Falchi. Sulle ali dello Spirito Santo”, aperta a Vada in piazza Garibaldi 95 fino a venerdì.

Paci, pratese residente a Calci, è cresciuto con l’amore per i boschi dell’appennino e ama sensibilizzare sul patrimonio che ci circonda.

Daina Palermo, fotografo naturalista di Vada, da molti anni specializzato nelle immagini dell’avifauna locale, riesce a catturare dopo lunghi e pazienti appostamenti, foto che appaiono pure su riviste e mostre di settore. La comune vena “selvatica” e l’osservazione di falchi durante e dopo il lockdown li ha uniti in questo racconto parallelo che è diventato una mostra. Protagonista è il gheppio, una delle specie più comuni di rapace diurno. “Spirito Santo” non allude solo alle location scelte per nidificare ma anche alla figura ad ali spiegate che questi volatili assumono durante la caccia poco prima di lanciarsi sulla preda, il comportamento che li contraddistingue. La mostra si compone di un doppio racconto di 15 foto. Diversa è l’estetica dei due autori, che riprendono i falchi uno allo stessa altezza e l’altro dal basso, differenti le atmosfere e il contesto, ma comune è l’intento di «rimarcare con forza l’importanza di uno sguardo sensibile ed attento verso la natura che popola gli spazi attorno alle nostre vite quotidiane».

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