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La favola dei Colli Marittimi che fa sognare tre paesi

Michele Falorni
La favola dei Colli Marittimi che fa sognare tre paesi

Quando l’unione fa la forza: Montescudaio, Guardistallo e Casale mai così in alto sulle maglia il Salumificio Sandri, dietro il successo l’impegno di tanti volontari

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Michele Falorni

MONTESCUDAIO. “Forza Colli Marittimi”, urla il ragazzino incollato alla rete del campo mentre sul prato i giocatori in maglia bianca e azzurra infiammano la sfida. Se le storie di successo nascono spesso da un episodio, mister Riccardo Venturi e la sua pattuglia meritano almeno un capitolo del libro di cui sono già protagonisti: dopo sei giornate sono in testa al campionato di Promozione con 12 punti. Eppure, qui non siamo in città, ma tra il verde e la quiete di tre paesini in provincia di Pisa, pronti a praticare il gioco di squadra traducendo in parole semplici disciplina e rispetto, educazione e impegno.

Dal 2015 Guardistallo, Casale e Montescudaio – dove i ragazzi giocano – sono una realtà sola, unita dal logo in cui l’effigie di un guerriero etrusco è la sintesi perfetta di unione e forza. Domenica arriva il Castiglioncello, la loro bestia nera, che li ha sbattuti fuori in Coppa Italia. E’ l’unica sconfitta registrata fino a oggi. Sarà rivincita, è certo. Però: com’è possibile che dalla fusione di tre piccole società sia nato un simile progetto? E che i tre sindaci pensino di incontrarsi in Comune, o in tribuna, per studiare un’iniziativa e sostenerlo?

L’avventura di questa classe in gita, dove tra una trasferta e una partita in casa si ride e intanto si conquista la vetta della classifica, merita un approfondimento.

Nicola Calzaretta, nato a Cecina e residente a Casale, avvocato e scrittore fine di pallone, è il primo a parlare seduto ai tavoli del bar ristorante Dosaggio Zero. «Sono contento – dice – che il piano sia cresciuto con il passare del tempo, resistendo alla pandemia e centrando i risultati. La gratificazione, insomma, è doppia: oltre ai successi sul prato, si alimentano la socialità e la convinzione che pure nei piccoli sodalizi si lavora tranquilli. Per ora complimenti, le basi sono solide».

Già: tra le strade lastricate in pietra di Casale, il saluto è una pacca sulla spalla e di tattica, quando capita, si parla in piazza senza mezzi discorsi. I Colli Marittimi sono unione sportiva in tutti i sensi, di cui Cristiano Santi è presidente e Nicola Manzi vice. Hanno un solo sponsor, il Salumificio Sandri, e poi si autofinanziano con le sagre.

Nella stagione 2011-12 il Guardistallo si è fuso con il Montescudaio e nel 2015 a loro si è unito il Casale. «All’inizio – ricordano – la gente non digerì l’operazione per via dei campanili, specchio di queste zone. Con il passare del tempo ha prevalso la realtà sportiva: il vivaio conta 11 squadre dal 2005 al 2015 più gli Juniores provinciali classe 2004 e la collaborazione con il Forte di Bibbona. Scommettere sul futuro è stata la mossa vincente, come la programmazione divisa su tre campi: il ‘Florio Niccolai’ a Montescudaio, il ‘Claudio Fenzi’ a Guardistallo e il ‘Maria Pia Betti Mussi’ a Casale. Dove, oltre al Mandorlo di Bibbona, si svolge tutta l’attività».

Ogni società che si rispetti ha uno stemma. Gino Selvi, di professione dipendente comunale a Guardistallo, è il fidato collaboratore che lo ha pensato. Il disegno è semplice ed elegante: un cerchio in cui è raffigurato un guerriero etrusco, scelto per ricordare le origini di un’antica civiltà e di questi paesi.

«I numeri ci sono – sorride – e la campagna acquisti ci ha ripagato. Mi piacerebbe però più attaccamento alla casacca da parte degli appassionati e maggiore partecipazione: abbiamo lavorato tanto e meritiamo sostegno. La nostra dimensione è questa, a patto che la gente si renda conto di quanto facciamo». Lancia un appello: la tribuna, da domenica in poi, deve essere piena. Lo pensa pure Fabio Antonio Becherini, pensionato e presidente dal 2009 al 2019. Oggi è consigliere e non si aspettava un colpo del genere: il torneo di categoria è equilibrato e ci sono formazioni esperte. Eppure, i ragazzi che ha visto crescere sono primi. Spera che sia davvero il momento dei giovani, sebbene veda un anno di transizione.

«Serve pazienza, ma ci siamo», commenta sorridendo. Tra vecchia guardia e volti nuovi sbarcati dalla Pro Livorno Sorgenti, la rosa è stata composta rispettando equilibri e ruoli. Merito del direttore sportivo Giacomo Zanobini e dell’allenatore Riccardo Venturi, pronti a stringersi la mano e a divertirsi insieme. «Basso profilo e buone idee – afferma il diesse – come dice il presidente. Sono qui da cinque anni, abbiamo vinto il campionato di Prima categoria nel 2017-18 e strutturato nel tempo la società promuovendo sinergie pure con il Cecina. La stagione è lunga, occorre calma. Siamo imbattuti e non prendiamo reti da 505 minuti. Un passo alla volta. A partire dal faccia a faccia contro il Castiglioncello di domenica».

I sindaci Simona Fedeli a Montescudaio, Sandro Ceccarelli a Guardistallo e Claudia Manzi a Casale si fregano le mani e parlano a una voce. «Il sodalizio dà prestigio ai nostri piccoli paesi. Siamo orgogliosi del comportamento dei giocatori e dell’unione che dal settore giovanile al vertice ha salvato lo sport in collina, alimentando l’aggregazione e ampliando l’offerta. Più volte siamo stati presenti alle loro iniziative e ora pensiamo a un incontro per capire come aiutarli ancora. Per le famiglie la società è un punto di riferimento: sanno che i loro figli frequentano luoghi tranquilli e rimangono lontani da spiacevoli situazioni. Complimenti».

Chissà che, presto, non si presentino tutti e tre allo stadio. Un’occhiata alle statistiche certifica la scalata: 12 punti e prima posizione in classifica, frutto di sei partite disputate di cui tre vinte e altrettante pareggiate. Nessuna sconfitta, sette gol segnati e uno solo subìto. E allora, “forza Colli Marittimi”, tra una cena a metà settimana e la promessa di onorare sempre la maglia.

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