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Il lavoro in un’azienda agricola contro l’abbandono scolastico

Michele Falorni
Il lavoro in un’azienda agricola contro l’abbandono scolastico

Dalla terra arrivano tante opportunità, il professionale “Marco Polo” di Cecina  ha organizzato un corso finanziato dalla Regione, seguito da sette giovani  

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Michele Falorni

Cecina. Per le nuove generazioni l’agricoltura è divenuta un’opportunità di lavoro e un progetto per contenere la dispersione scolastica. La conferma viene dagli studenti dell’istituto professionale Marco Polo di Cecina, che hanno scoperto un mondo pieno di risorse ascoltando anche il messaggio lanciato dai capi di stato e di governo riuniti a Roma e a Glasgow, dove hanno discusso di ambiente e della sua tutela. Mai come in questo momento, il futuro riguarda gli adolescenti e le loro capacità, un giorno, di trovare nuovi equilibri e vivere evitando il continuo sfruttamento di ciò che il pianeta offre.

Il progetto “Terra sana” dell’istituto di via Montesanto, diretto dalla preside Anna Tiseo, cerca di andare in questa direzione. «Appena terminato il percorso aiuterò i miei genitori nell’azienda agricola di famiglia», racconta Asia, una delle studentesse che seguono questo percorso.

«Lavorare la terra è un mestiere di sacrificio, ma che dà molte soddisfazioni» prosegue Fabian. Sono due studenti le cui opinioni sono legate al recupero non di un semplice mestiere, ma di manualità applicata dopo avere studiato bene sui libri la teoria. I colleghi di corso sono tutti ragazzi tra i 17 ed i 18 anni che avevano abbandonato la scuola, ma grazie all’idea della dirigente e dei professori, sono stati coinvolti in corsi di formazione professionale finanziati dalla Regione Toscana. Dall’agricoltura arriva dunque un aiuto rivolto agli studenti che lasciano la scuola superiore prima di avere terminato il ciclo di studi.

L’obiettivo è il recupero del drop out, parola inglese che significa evitare il ritiro. «Il progetto dal titolo ‘Terra sana’ – spiega Alessandro Pompizzi del centro studi l’Arca – è gratuito perché sostenuto da risorse presenti nell’ambito del piano “Giovanisì”della Regione Toscana, in cui le attività in laboratorio sono centrali: 1.450 ore di pratica e tirocinio in azienda, 650 ore in aula”. In questo caso, la collaborazione è con l’Isis Marco Polo. La preside Tiseo, ha più volte sottolineato quanto la sinergia tra istruzione, formazione e mondo del lavoro nel creare percorsi che costituiscono una alternativa valida per svolgere l’obbligo formativo crei opportunità concrete di lavoro”. Gli studenti hanno così l’occasione per conoscere la realtà da ogni punto di vista, approfondendo sui testi e imparando con esperienze dirette.

Durante una breve cerimonia hanno ricevuto un tablet. Il piccolo computer portatile permetterà loro di aggiornarsi in tempo reale, accrescendo anche le proprie conoscenze tecnologiche.

Con Alessandro Pompizzi coordina i corsi la professoressa Luisa Raiola e, dietro alla cattedra, insegnano Francesco Dionisi, Marco Carbone, Stefano Righini, Carla Falaschi, Simonetta Simoncini, Cinzia Francalacci, Roberta Agostini, Cristina D’Amato, Monica Lorenzi ed Elisabetta Rossi. “Terra sana”, come scritto nel portale della Regione, punta a rendere gli studenti competenti e responsabili, affinché possano spendere le proprie conoscenze in ambito lavorativo.

I ragazzi che partecipano al corso che li avvicina al mondo del lavoro e in particolare a quello dell’agricoltura sono sette, stando ai dati forniti dallo stesso istituto che è interessato a mettere un freno alla dispersione scolastica.

Con 543mila giovani che nel 2020 hanno lasciato la scuola dopo la licenza media, l'Italia è al terzo posto nell' Ue per tasso di dispersione scolastica. Così sempre più spesso le aziende hanno difficoltà a reperire figure professionali di elevata specializzazione. E nei prossimi anni, con la cosiddetta "rivoluzione digitale", queste criticità rischiano di assumere dimensioni ancor più preoccupanti.

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