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il rito religioso 

Giù i matrimoni in chiesa Solo 17 in questo anno

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rosignano. 147 contro 17. Non è un risultato sportivo, ma i matrimoni celebrati dal gennaio 2021 ad oggi.I primi sono quelli civili festeggiati in varie location, dalle sedi comunali alle strutture private, storiche o meno.I secondi sono quelli officiati con rito religioso. Parliamo di tutto il territorio di Rosignano.La differenza fra le due tipologie fa impressione e ne abbiamo chiesto conto a due parroci della zona.

«La mia esperienza di matrimonio da quando sono a Solvay, e ormai sono dieci anni che sono qui, è variegata – le parole di don Pio Maioli, parroco della chiesa di Santa Croce – Quest’anno ho celebrato cinque matrimoni che, su 17 totali sono una bella cifra. Scherzi a parte, i numeri sono in calo e sono pochi. La pandemia li ha ridotti del tutto, tanto che ho ricominciato a fare matrimoni e battesimi da giugno. Non conoscevo i numeri del rito civile, ma avevo sentito di attese di un paio di mesi per avere come location Castello Pasquini. Per quanto mi riguarda faccio pratiche di matrimonio, ma il discorso vale per tutti, anche per persone che abitano qua per lavoro o altri motivi, ma che poi vanno a sposarci nel paese di origine. Tornando ai numeri, direi che di sicuro il discorso di fede sta calando. Cristianamente parlando, sta riducendosi».

«La chiesa – prosegue don Pio – usando un termine di ora, come location funzionava trenta anni fa quando il rito civile era visto come una celebrazione minore. Ora c’è la spiaggia, tutto quello che vuoi. Il discorso base, lo ripeto, è la fede: se prima in qualche modo una persone era indotta al rito religioso, ora non ha alcuna remora e non viene in chiesa. Ed è un ragionamento corretto. In chiesa è per tutta la vita, e questo pesa. Le scelte definitive pesano».

Dello stesso tenore è il commento di don Matteo Seu, parroco della chiesa di Santa Teresa: «C’è stato un bel calo, è evidente – afferma – Il motivo? Mah, la crisi è su tutto, ma non saprei dare una spiegazione precisa. Diciamo l’allontanamento dalla fede. O forse la mancanza di conoscenza. Forse il matrimonio in chiesa lo si vede più impegnativo, e a volte può spaventare. La parole che si dice in chiesa è definitiva, sancita dal sacramento. Il rito civile è più semplice, anche da sciogliere. Detto questo, emerge, però, una maggiore consapevolezza. Per capirsi: chi adesso si sposa in chiesa, con il rito religioso, ne è convinto. Non lo fa più per tradizione, ma perché è convinto, perché intraprende un cammino di fede e vuole che sia sancito col sacramento. Poi ci sono due aspetti: il primo è che molti quest’anno, per via del Covid, hanno deciso di sposarsi intanto in Comune, rimandando il rito in chiesa in tranquillità. Secondariamente, c’è l’idea che sposarsi in chiesa costi molto. Non è vero. Costa 15 euro, che paga il parroco. E basta ».

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