Il presidio
Dopo il colpo, l’aggressore era nell’albergo a dieci metri
La singolare fuga dell’indagato che si è nascosto in una struttura a due passi dal bar La Vope lungo l’Aurelia
Cecina. La rapina è avvenuta, stando a quanto è stato spiegato dal commissariato di Cecina, mentre era in corso un servizio interforze disposto dalla Questura di Livorno, con l’impiego di polizia e carabinieri, impegnati nella vigilanza prevista per la notte di Halloween. Un servizio coordinato dal commissariato – è stato spiegato – per verificare il rispetto della normativa anti Covid e di prevenzione più in generale rispetto alla sicurezza. Così quando il barista ha chiesto aiuto segnalando di essere stato rapinato al bar Volpe sono arrivate le pattuglie della polizia e dei carabinieri. Sentito il racconto dell’esercente e quello di un avventore che era rimasto all’esterno del bar, le forze di polizia hanno effettuato un controllo all’interno della struttura ricettiva, l’hotel Palazzaccio, in corso Matteotti, a pochi metri di distanza anche dalla sede del commissariato di polizia. «Mi hanno chiesto se riconoscevo l’autore del fatto – ripete il barista – non è stato difficile individuarlo nelle foto, l’ho visto così tante volte».
Nell’albergo hanno rintracciato il 56enne. Secondo la ricostruzione del commissariato, l’uomo probabilmente aveva intenzione di compiere un furto che si è trasformato in rapina quando ha aggredito il commerciante. Testimonianze e la visione dei filmati della videosorveglianza dell’esercizio pubblico, hanno consentito di individuare l’autore poi indagato in stato di libertà.
Alla fine del ponte di Ognissanti è stata resa nota la notizia della rapina il cui autore è stato subito scoperto.
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