Italia
Andava a caccia senza porto d’armi a Riparbella: scoperto e denunciato
L'uomo è stato segnalato per il reato di detenzione abusiva di armi. Indagato per favoreggiamento l'amico che era con lui
Riparbella. Andava a caccia senza porto d’armi. È iniziata da un controllo sulla caccia da parte dei carabinieri forestali di Riparbella, l’attività di polizia giudiziaria, condotta insieme ai carabinieri del posto, che ha portato alla denuncia di un uomo (del quale non sono state fornite le generalità) per il reato di detenzione abusiva di armi e a quella dell’amico che era con lui e che è stato indagato per favoreggiamento.
I militari della stazione carabinieri Forestale di Riparbella, costantemente impegnati nell’attività di contrasto ai reati relativi all’esercizio abusivo della pratica venatoria, si trovavano in un area boscata ricadente all’interno del Comune di Riparbella, quando hanno fermato un cacciatore. L’uomo è risultato sprovvisto di documenti e della prescritta licenza di porto di fucile per uso caccia. I militari hanno proceduto alla perquisizione personale e domiciliare dell’indagato, che ha consentito di rinvenire, e porre sotto sequestro penale, un totale di 130 cartucce da caccia illegittimamente detenute e 58 tagliole, utilizzate per la cattura indiscriminata di volatili, di cui alcune già innescate e pronte all’uso.
Nel corso delle operazioni è stato anche identificato, e deferito alla Procura della Repubblica, un altro uomo che ha cercato di aiutare il cacciatore abusivo al quale saranno contestate anche sanzioni di carattere amministrativo. Entrambe i denunciati, stando a quanto spiegato, ora dovranno rispondere di pesanti accuse, che vanno dalla detenzione e porto abusivo d’armi, al favoreggiamento personale. Prevenire e contrastare il bracconaggio è uno dei compiti principali dei carabinieri forestali che effettuano controlli su tutto il territorio provinciale. I servizi anti bracconaggio vengono programmati a tutela della fauna selvatica ma anche per la sicurezza di chi va a caccia.
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