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«Era importante sbarcare a Cecina come segnale di vera ripartenza»

Matteo Scardigli
«Era importante sbarcare a Cecina come segnale di vera ripartenza»

Francesco Butali, "re" di Euronics in Umbria e Toscana spiega le strategie che precedono un grande insediamento

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Matteo Scardigli

Cecina. Fra le autorità presenti oggi al taglio del nastro del parco Acquerta non può mancare Francesco Butali, "re" di Euronics in Umbria e Toscana e neo-presidente di Confcommercio Arezzo. Lo abbiamo intervistato per capire cosa significa inaugurare un punto vendita di un'importante catena, in tempo di pandemia e nella provincia di Livorno.

Quali sono stati gli effetti della pandemia sulla grande distribuzione organizzata?

«Tutto il settore _retail_ ha avuto problemi, all'inizio del 2020 quando è scattata la grande paura. Dopo si è riusciti a trovare un equilibrio, in particolare da quando i nostri prodotti sono stati classificati come indispensabili e noi siamo diventati un presidio sul territorio. Alla riapertura abbiamo avuto un vero e proprio rimbalzo, seguito da un altro momento di difficoltà lo scorso inverno quando il governo ha chiuso i negozi nei centri commerciali; un provvedimento che ha compromesso la concorrenza con chi stava fuori, ma che era comprensibile».

La pandemia non è finita. Perché aprire adesso?

«Questi investimenti vengono decisi con grande anticipo, ci vogliono anni per costruire gli immobili e mettersi in regola con la burocrazia. Inoltre, il nuovo decreto che allenta le restrizioni ci fa intravedere una nuova normalità che possa scongiurare nuove chiusure e scelte drastiche».

Si dice che i livornesi non hanno voglia di lavorare. Come sono andate le selezioni?

«La campagna di assunzioni su Cecina è stata assolutamente positiva. Abbiamo tanti dipendenti sulla provincia di Livorno, persone molto in gamba e preparate. Inizialmente ci rivolgiamo ad aspiranti molto giovani e senza esperienza per formarli internamente, e abbiamo ricevuto tantissimi curriculum. La possibilità di candidarsi è sempre aperta e con il _turnover_ le opportunità non mancano».

Perché aprire a Cecina? «Quella di Livorno è una delle province per noi più importanti come quota di mercato, e un'area come quella di Cecina ci interessa molto anche per la questione della stagionalità, quando la popolazione aumenta. Abbiamo approfittato della chiamata degli amici di Conad e speriamo di fare bene. A Cecina c'è grande concorrenza, così come ovunque. La "bandierina" però bisogna mettercela, anche sgomitando un po'. Rientra tutto nei rischi aziendali e d'impresa».

Qual è la strategia del nuovo punto vendita?

«Puntiamo sempre su telefonia e informatica di consumo, ora poi c'è una grande richiesta di televisori in vista dello _switch off_. Noi italiani siamo una popolazione amante dei bonus governativi, e come c'erano le file per le bici elettriche ora la gente fa la coda per la tv. Su Cecina è previsto un piano marketing molto intenso. Fino a dicembre, ogni 10-15 giorni, faremo attività promozionali come da tradizione: la prima è quella del Sottocosto».

In altre regioni Euronics sta ridimensionando il personale. Quali sono le prospettive in Toscana?

« Euronics interviene sul personale là dove ci sono problemi. Il gruppo tuttavia gode di ottima salute e quasi tutti i soci stanno creando sviluppo. C'è da dire però che la situazione è cambiata anche con il _competitor online_, che porta via quasi un quinto del mercato. In Toscana e Umbria abbiamo deciso di andare verso i consumatori con negozi di medie dimensioni, ad eccezione di Firenze; e in questo momento pensiamo ad aggiornarli e consolidarli».

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