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La comunità scossa 

Cane decapitato, Lippi scrive a Giani: «Mai più casi così, serve prevenzione»

Luca Barbieri
Cane decapitato, Lippi scrive a Giani: «Mai più casi così, serve prevenzione»

Il sindaco torna sulla vicenda con un’ordinanza e una lettera. Tra i destinatari anche Asl e Prefetto: «Vertice in Comune»

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CECINA. Un’ordinanza e una lettera che portano la stessa firma, quella del sindaco Samuele Lippi. A unire i due documenti è lo stesso tema: la storia del cane decapitato e trovato in un cassonetto in strada a Cecina nelle scorse settimane e che da giorni ha aperto un ampio dibattito nella comunità cecinese con reazioni arrivate da tutta Italia e con due manifestazioni organizzate. E così, mentre sempre il sindaco nei giorni scorsi aveva annunciato un esposto alla procura sulla gestione della vicenda e mentre le indagini della polizia municipale, di raccordo con la procura, vanno avanti sul caso, Lippi ha messo nero su bianco un paio di richieste in una lettera destinata, tra gli altri, al presidente della Regione Eugenio Giani, all’assessore regionale alla sanità Simone Bezzini, al prefetto Paolo D’Attilio, ma anche ai vertici dell’Usl Toscana nord ovest. L’oggetto recita: “Protocolli operativi e linee guida in caso di trattamento sanitario obbligatorio-tso ad accertamento sanitario obbligatorio-aso”. «La presente nota fa seguito», si legge nella lettera firmata dal sindaco, «ai recenti eventi verificatisi in data 22 settembre 2021, a seguito dei quali un soggetto rispetto al quale è stata attivata sostanzialmente, ma non formalmente una procedura che avrebbe potuto-dovuto determinare un tso». E, poche ore dopo, continua il documento, avrebbe «compiuto un grave gesto nei confronti del proprio animale d’affezione». «Tali episodi – prosegue il sindaco citando un altro esempio del giugno scorso – così ravvicinati nel tempo, confermano quanto già dal sottoscritto segnalato rispetto alla urgenza di adottare un chiaro protocollo e linee guida da tenersi necessariamente presenti per avanzare richiesta di tso o di aso, a oggi assenti, così come sono carenti i posti letto da dedicare a tale casistica, peraltro previsti nel Pal (piano attuativo locale, ndr) presso l’ospedale di Piombino, ma a oggi senza riscontro alcuno», fa notare. Per questo Lippi chiede in Comune la prossima settimana (il 14) «un incontro urgente con il responsabile del 118, del pronto soccorso, del dipartimento di salute mentale della Asl toscana Nordovest e del responsabile del Serd e con i referenti delle associazioni collegate con il servizio del 118 impegnate nelle attività di trasporto sanitario». C’è di più. Sì, perché, nel frattempo «dal momento che il sindaco ricopre sia le funzioni di autorità sanitaria locale che quella di responsabile della tutela del benessere degli animali», «si ritiene necessario dare sin d’ora alcune prescrizioni operative». E dunque: «Il medico del 118 che intervenga in circostanze per le quali si rende necessario effettuare il contenimento di un soggetto in stato di agitazione psicomotoria non disponibile a sottoporsi volontariamente alla terapia proposta o all’accertamento sanitario, deve avvertire immediatamente la sede operativa del 118». Alla fine dell’iter, sintetizziamo, dovranno essere informati sindaco e polizia municipale, quest’ultima, a quel punto, «verificherà se il soggetto sottoposto alla suddetta procedura sia o meno in possesso di animali di affezione». In caso positivo, verrà lasciato in custodia al canile l’animale con tempistiche da fissare in un protocollo per mettere a punto l’intera gestione. E intanto nelle stesse ore con un’ordinanza (datata 6 ottobre) sempre a firma del sindaco il cane in casa con il meticcio trovato decapitato è stato affidato dal Comune alla clinica veterinaria Melosi. Questo «sino al completamento delle procedure attivate presso l’autorità giudiziaria e gli organi tecnici competenti in materia di benessere animale», conclude l’ordinanza. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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