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Finite le schiuse, 47 i nati di tartaruga Caretta caretta
castagneto. La stagione di nidificazione sulla spiaggia della fossa Camilla si è chiusa la notte del 2 ottobre. Dopo la totale rimozione della uova dal nido si potrà dire il numero esatto di tartarughine che sono riuscite a nascere. A consigliare il passo le previsioni di maltempo incrociate con le necessarie valutazioni scientifiche dagli esperti di Tartamare che hanno verificato lo stato del nido. Le prime 16 uova si sono schiuse la notte dell’1 ottobre. Con le nascite del 2 ottobre il conto è salito a 47 su un totale di 93 uova.
Le uova sono state deposte il 4 agosto sulla spiaggia di cala Santa Lucia a Castiglioncello. Il trasferimento del nido a Marina di Castagneto è stato fatto sotto il coordinamento della Capitaneria di porto, grazie ai volontari di Tartamare e del Wwf. Tra tutte le uova che sono state deposte lungo la costa toscana quest’estate sono state fin da subito considerate le più a rischio. Perché le piccole tartarughine per poter sopravvivere hanno bisogno di una temperatura ottimale. Non deve cioè essere troppo freddo. Né troppo caldo. E poiché generalmente le uova impiegano sessanta giorni per schiudersi era chiaro che sarebbe avvenuto in autunno.
Il bilancio a caldo è di un buon successo riproduttivo. Dei tre nidi deposti nella caletta Santa Lucia il primo è rimasto in situ, essendo quello con le maggiori possibilità di sopravvivere, deposto in un momento iniziale dell’estate (per cui la schiusa non sarebbe andata oltre i primi di settembre) e in posizione più arretrata dal mare. Nonostante queste considerazioni e queste speranze, durante il periodo di incubazione è stato interessato più volte dalle mareggiate che si abbattono sulla spiaggetta e non ce l’ha fatta, nessun uovo si è schiuso, confermando la non idoneità della caletta. Degli altri due, entrambi rilocati, quello sulla spiaggia di Rimigliano a San Vincenzo ha recentemente portato alla nascita di 94 tartarughine su 109 uova.
Tra i volontari che hanno collaborato al monitoraggio del nido castagnetano oltre a Tartamare per la parte scientifica, Sea Shepard per la ricerca delle tracce e sorveglianza, insieme a Legambiente Costa Etrusca, Wwf e tanti volontari di altre associazioni. M.M.
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