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Sentiero lungo il fiume Cecina per incentivare il turismo
L’assessore Costantino fa il punto sull’apertura del tracciato pedonale: «A primavera prossima sarà utilizzabile un percorso a lato dell’argine»
Cecina. Per ora siamo all’approvazione del percorso, un «atto d’indirizzo», per prendere in prestito le parole della delibera di giunta con cui palazzo civico nei giorni scorsi ha messo nero su bianco l’ok al «ripristino di un sentiero escursionistico dal ponte sull’Aurelia fino alla Via Volterra». Un passo in avanti nell’iter complessivo. E nel frattempo arriva anche un orizzonte temporale che prova a tradurre in maniera concreta quelle che sono le carte progettuali, le intenzioni del municipio sul tracciato “green”. «Non è semplice fornire tempistiche con altri enti coinvolti, questo mi sembra chiaro. Ma entro la prossima primavera, diciamo la stagione in cui si potrà usufruirne con maggior regolarità, conto proprio di avere il sentiero pronto», fa sapere l’assessore all’economia del territorio Antonio Giuseppe Costantino su quel vecchio tratto che accompagna per circa tre chilometri il fiume Cecina, sponda destra, dal ponte sull’Aurelia fino a via Volterra, a Marina di Cecina, per intenderci.
Restituirlo alla collettività, il refrain che circola e farlo secondo una parola chiave: «Natura – rimarca l’assessore –. Sia chiaro, non taglieremo alberi, faremo solo un’operazione di pulizia. Non ci saranno interventi invasivi, anzi, dal punto di vista della realizzazione pratica si farà presto proprio per questo, perché c’è solo da ripulire e da mettere i cartelli per la segnaletica del sentiero. Si riprende la strada già attiva, che costeggia il fiume, poi in alcuni punti, quelli dove la vegetazione ha ripreso vigore diciamo, si interviene per ridare alla città, ma non solo, un percorso naturalistico». Insomma, il recupero dell’argine nord del Cecina: «A sinistra del fiume c’è la pista ciclabile, a destra il sentiero appunto, che potrà essere per pedoni (e per le mountain bike)», precisa l’assessore. Segnaletica in legno, pulizia (e la manutenzione affidata all’Unione montana), mobilità “dolce” per un percorso, da integrare a quello iniziale, che si aggira attorno a quota tre chilometri.
«Per questo, con le opere per nulla invasive, non è tanto il costo, il cantiere, quanto l’iter burocratico che porterà via la maggior parte di tempo», ammette l’assessore che conta però di tagliare il nastro simbolico in primavera, ma su possibili tempi più stretti non si sbilancia. E il testo di palazzo civico d’altronde è chiaro: l’approvazione del percorso serviva, si legge, a «coinvolgere le proprietà su cui insiste il vecchio percorso sul fiume», per, quindi, arrivare «alla stipula con gli interessati di atti a titolo gratuito volti ad acquisire la disponibilità delle aree»; per questo è stato «necessario un rilievo strumentale che ne identificasse il tracciato», prosegue il documento comunale che viene parafrasato direttamente da Costantino nella sua chiosa. «La delibera di giunta serve come primo passo per poi, adesso, interpellare gli enti che hanno terreni dove scorre il sentiero: oltre a noi, il Demanio, un altro privato e le Ferrovie dello stato», conclude. Questi gli attori con i quali andrà avanti il dialogo; poi, dopo i vari ok, si passerà alla manutenzione e alla pulizia. Infine al taglio del nastro.
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