Italia
«Ritiro porta a porta senza aumenti Tari» Ecco l’obiettivo di RetiAmbiente
Raccolta dei rifiuti, il punto del presidente Daniele Fortini «Servizio da introdurre in modo uniforme su tutto l’ambito»
Claudia Guarino
rosignano. L’obiettivo è quello di introdurre «il servizio porta a porta senza aumenti sulla Tari» e di instaurare questo sistema di ritiro «in modo diffuso e uniforme su tutto il territorio dell’ambito». A spiegare gli obiettivi e i programmi futuri di RetiAmbiente, gestore unico dei rifiuti nell’Ato Toscana costa, è il suo presidente Daniele Fortini. RetiAmbiente, lo ricordiamo, lavora all’interno del territorio di riferimento attraverso una serie di società operative locali di cui è capogruppo. È per esempio socio unico di Rea, società che di recente ha rinnovato i vertici dopo le dimissioni del precedente consiglio di amministrazione.
Il Comune di Rosignano ha di recente illustrato la tabella di marcia per l’estensione del porta a porta in tutte le frazioni: si comincia con Castiglioncello a fine ottobre. «Ci sono stati ritardi dovuti al Covid – dice Fortini –, ma dai Comuni (compreso Rosignano ndr)abbiamo ricevuto solo sollecitazioni a far presto». E se Rosignano è più indietro rispetto ad altri Comuni è anche vero, secondo Fortini, «che la metodologia per l’introduzione del porta a porta è questa. Si comincia da alcune aree, che di solito sono luoghi di confine, per poi proseguire. In alcune zone arriviamo qualche tempo dopo, ma l’importante è finire il percorso». Perché «la raccolta differenziata nella modalità del porta a porta è la prima leva industriale che consente di diminuire i rifiuti da smaltire e, quindi, di ridurre in modo considerevole il ricorso agli inceneritori e ai conferimenti in discarica».
Ma se il beneficio ambientale è intuibile, qual è la ricaduta sulla Tari? «Noi siamo abituati a voler monetizzare subito le buone pratiche – sottolinea Fortini –. Il primo vantaggio che procura il porta a porta è di tipo ambientale e nell’immediato questo non si traduce in una riduzione della Tari. Però se i rifiuti vanno a riciclo e non a smaltimento si risparmiano soldi e questo è un beneficio che si vede nel tempo. Non è d’altra parte detto che all’inizio (nel primo periodo di introduzione del porta a porta ndr) la Tari aumenti. Dipende dalle condizioni del territorio, anche se servono più braccia e più mezzi dedicati. E questa fase di transizione può comportare un costo operativo superiore. Ma, ripeto, non è automatico che l’introduzione del porta a porta significhi aumento dei costi. Lo sforzo, da parte nostra, è quello di limitare gli eventuali aumenti di costo. Stiamo cercando di avere la stessa Tari anche con il servizio porta a porta».
In tutto questo Fortini dice che i Comuni stanno manifestando l’intenzione di fare presto. Anche perché, lo ricordiamo, per potersi vedere assegnati i finanziamenti veicolati dalla Regione Toscana c’è tempo fino alla prossima primavera. Cecina, per esempio, ci sta ancora lavorando e di recente ha assunto un consulente tecnico esterno per mediare con Rea e arrivare a un piano definitivo, definendo una volta per tutte l’organizzazione del porta a porta e la sua estensione anche nel centro della città. «Ma non sono i finanziamenti la leva che ci fa muovere – dice il presidente di RetiAmbiente –, è la consapevolezza che questa sia la scelta giusta».
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