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Con Officina San Vincenzo 12 candidati dal profilo civico

Manolo Morandini
Con Officina San Vincenzo 12 candidati dal profilo civico

Presentate le linee del programma: «44 pagine frutto di un lavoro di mesi» Dalla rigenerazione urbana al recupero del rapporto diretto con i cittadini

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Manolo Morandini

SAN VINCENZO. «Non è stato un caso quanto accaduto il 9 marzo, è bene ribadirlo in questa campagna elettorale dove in troppi fanno finta che non sia successo niente». Non entra nei dettagli della maxi inchiesta della Procura di Livorno, che ha portato al commissariamento del Comune, ma per il candidato a sindaco di Officina San Vincenzo Paolo Riccucci è un fatto che i cittadini devono tenere presente. Nella serata di presentazione dei candidati, nel giardino della Torre, lascia a ciascuno dei 12 componenti della lista il compito di presentarsi e presta la voce a chi è assente per motivi di lavoro o confinato in casa per la quarantena imposta dal Covid-19.

Si passano il microfono. Uno alla volta i candidati al consiglio comunale di Officina San Vincenzo presentano se stessi e le ragioni di quello che tutti definiscono un impegno civile e di amore per il proprio paese. Cittadini. È la parola chiave con cui quasi tutti sottolineano la cifra della loro discesa in campo. Quasi a voler alzare un muro rispetto alle logiche di partito. «Il paese ha bisogno di essere salvato – sottolinea il capolista Sergios Caporioni –. La decadenza può essere interrotta con il voto». Michele Cascone chiarisce il senso del suo impegno «per il bene pubblico». Mentre Alessio Cattelan dice: «Serve una politica che sappia ascoltare i cittadini». E Antonina Cucinotta: «Sarà un cambiamento partecipato». Caterina Debora Franzoi invita a «votare con coscienza». Cecilia Galligani non ci gira intorno: «La situazione che ha portato al commissariamento del Comune non deve essere gestita da una politica di partito». Alessio Landi lo dice con altre parole: «Non servono politici, ma cittadini». Fabio Giomi, figlio dello storico sindaco di San Vincenzo Lido Giomi, mette sul tavolo un’altra parola chiave: «Dal mio babbo non ho imparato a fare politica, ma il valore dell’onestà». Marco Mantovani: «Ci sono esempi di gestione del nostro paese non effettuati nel comune interesse». Tamara Mengozzi richiama le radici di un’opposizione di lungo corso che si ritrovano in Officina e sottolinea la «passione per la politica della squadra di candidati». Le ragioni della proposta di Officina le ricorda Vincenzo Tuvè: «Dopo i fatti del 9 marzo serve ripartire da zero». Mentre Pietro Petri prova a sgombrare il campo da equivoci: «Non siamo un gruppo di giustizialisti, la rabbia è solo una reazione contro un sistema che non è possibile non vedere».

Officina si presenta con un lavoro articolato in 44 pagine «risultato di mesi di confronto in gruppi di lavoro tematici», sottolinea Riccucci. Che aggiunge: «A San Carlo e le sue peculiarità sono dedicate 15 pagine». La serata impone sintesi e il candidato si sofferma su quattro «criticità» con alcuni accenni. La prima è il «recupero di una visione strategica di territorio – afferma –. Il Piano operativo, che è parte dell’inchiesta della Procura, andrà rifatto da capo recuperando anche una pianificazione di area vasta». Altro tema è il recupero del rapporto diretto con i cittadini: «Negli anni si è un po’ perso, proponiamo l’istituto referendario consultivo e il bilancio partecipato».

Riccucci lancia anche la questione della «rigenerazione urbana». Indica tra le zone irrisolte quella nord del paese. Sì a un sottopasso ciclopedonale, per collegare l’Acquaviva alla Conchiglia, e a un parcheggio scambiatore. No a un nuovo supermercato e a costruzioni residenziali nell’area in fondo a via dello Squalo. Sì a strutture di uso o servizio pubblico nell’ex Conservificio. «Le ex scuole Fucini sono un luogo identitario da ristrutturare». Aree camper e parcheggi scambiatori a nord e sud del paese. Altro macro tema il tessuto commerciale e produttivo. Dallo slancio da dare al turismo «con un tavolo permanente con gli operatori di settore». Agli sgravi fiscali per premiare le attività che restano aperte tutto l’anno al confronto da avviare con quelle stagionali per allungare il periodo di apertura. In campo agricolo l’avvio di «convenzioni con le imprese agricole per la manutenzione del territorio».

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