«Nessun segno di violenza» Chiesto l’esame tossicologico
San Vincenzo. Nessun segno di violenza. È questo il primo, e più importante, risultato dell’autopsia compiuta giovedì dal medico legale Damiano Marra sul cadavere ritrovato sabato scorso in un oliveto tra San Vincenzo e Campiglia a pochi metri dalla fattoria “Ragli e Serragli”.
Un primo esito che al momento esclude che la donna, di circa trent’anni e con indosso una canottiera e pantaloncini corti, sia stata uccisa. Così al momento restano tre ipotesi su cui lavorare per risolvere il giallo: una morte naturale, l’avvelenamento, oppure l’overdose. Dopodiché chi era con lei (di ritorno dal rave party che si è svolto in quei giorni nel viterbese?), nella notte tra venerdì e sabato si è sbarazzato del corpo per non avere problemi. Ecco perché questa mattina il pubblico ministero Giuseppe Rizzo, titolare dell’indagine, affiderà due nuovi incarichi ad altrettanti esperti. Il primo riguarda l’esame tossicologico di cui si occuperà al professor Silvio Chericoni, lo stesso che ha seguito il delitto di Riotorto. Sarà il direttore della sezione di tossicologia forense del Santa Chiara di Pisa, a cercare eventuali sostanze che possano aver causato la morte della donna. Allo stesso tempo sarà anche prelevato il dna della vittima per eventuali comparazioni successive nel caso in cui emerga un profilo che possa avvicinarsi a quello del cadavere.
Intanto, in attesa dei risultati di laboratorio, proseguono le indagini del nucleo investigativo dei carabinieri. Per il momento, né il telo con il quale era coperto il corpo, né l’anello di bigiotteria che la vittima portava al dito hanno aiutato gli investigatori. Ecco perché si aspettano i risultati dei tabulati telefonici per verificare la presenza di numeri sospetti, in una zona poca trafficata, che possano far risalire alla persona o alle persone che hanno abbandonato il cadavere prima di proseguire il loro viaggio.
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