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Cadavere abbandonato nell’oliveta di San Vincenzo, una pista dalle celle telefoniche: ecco perché
Proseguono le indagini per dare un nome al corpo trovato sabato 21 agosto: la donna, di circa 30 anni, non aveva documenti e indossava canottiera e pantaloncini corti
SAN VINCENZO. C’è una pista, per adesso anche l’unica in attesa dei risultati dell’autopsia conclusa ieri sera, per rintracciare chi nella notte tra venerdì e sabato 21 agosto ha abbandonato il cadavere di una donna, coprendolo con un telo azzurro, nell’oliveta a pochi passi dalla fattoria “Ragli e serragli”, tra San Vincenzo e Campiglia. E così cercare di risalire all’identità della vittima che indossava canottiera e pantaloncini corti. E di cui al momento si ipotizza solo l’età: circa trent’anni.
Si tratta del traffico telefonico registrato quella notte nella zona di campagna nel cuore della costa degli Etruschi. I carabinieri del nucleo investigativo dei carabinieri, coordinati dal pubblico ministero Giuseppe Rizzo, stanno infatti esaminando la cella telefonica nella quale è inserito quell’appezzamento di terreno. Partendo da una certezza: il corpo è stato sistemato in quell’arco temporale, altrimenti sarebbe stato scoperto prima.
Lo studio dei tabulati, al momento è ancora in corso. E per arrivare a una pista – conferma chi indaga – servirà anche un po’ di fortuna. A cominciare dalla localizzazione della cella che corrisponde al punto del ritrovamento. È vero che si tratta di un luogo isolato, ma se il perimetro in cui è inserito comprendesse anche l’Aurelia la ricerca sarebbe più complicata poiché il numero di telefoni da analizzare aumenterebbe vorticosamente. Al contrario – e qui entra in campo la fortuna – nel caso corrispondesse alla zona più interna la ricerca sarebbe agevolata visto che si tratta di un tratto poco frequentato da chi non è del posto, in particolare a quelle ore della notte. Ecco dunque che i numeri sospetti da controllare sarebbero molti meno e questo agevolerebbe la ricerca.
C’è poi un altra pista che gli investigatori stanno verificando e riguarda la marca e il modello della coperta con cui la quale chi ha abbandonato il cadavere ha coperto il corpo della donna. Produzione, punti vendita e storia potrebbero dire qualcosa in più sulla provenienza e dunque su chi potrebbe averla acquistata.
Certo è che gli investigatori, per avere alcune certezze in più stanno aspettando i primi risultati dell’autopsia che si è conclusa nel tardo pomeriggio di di gioveedì 26 agosto dal medico legale Damiano Marra e dall’entomologa Valentina Bugelli. L’obiettivo è rispondere ai quesiti del pubblico ministero. Le cause della morte: naturale o magari innescato dall’uso di droghe (il delitto per ora è stato escluso) e attraverso l’analisi degli insetti trovati sulla salma, il momento del decesso che potrebbe risalire anche a una settimana prima. Ecco perché la Procura di Livorno non ha ancora archiviato la possibilità che la vittima sia una dei partecipanti al rave party che si è svolto nei giorni di Ferragosto al confine fra le province di Grosseto e Viterbo.
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