Storia di grandi passioni dal calcio all’industria
Sassetta. Serata di sport e cultura a Sassetta, per i Venerdì del Circolo Agostini, con il giornalista fiorentino Paolo Ceccarelli che ha dedicato una tesi di laurea diventata un libro (edito dal Foglio Letterario) alla storia del calcio piombinese: Sempre Avanti. Cento anni di calcio, acciaio e politica a Piombino (1921-2021).
La serata è stata caratterizzata da un intervento storico di Gianfranco Benedettini, autore di Cinquant’anni in nerazzurro, edito da Il Telegrafo nel 1971, del quale il saggio di Ceccarelli è diretta continuazione. Benedettini ha ricordato l’esperienza vissuta da ragazzo sugli spalti del mitico Piombino - Roma 3 a 1, il 18 novembre del 1951, citando divertenti aneddoti sul mister nerazzurro Zanello che dopo ogni vittoria festeggiava nelle fiaschetterie di Trastevere cantando Bandiera rossa, mentre Fioravante Baldi, l’allenatore della serie B, aveva ben altre idee politiche. Al tempo stesso ha spiegato al pubblico i segreti di quel Piombino imbattibile che l’allenatore venuto dalla Svizzera faceva giocare con il metodo (invece che con il sistema) e con un libero schierato davanti al portiere.
L’autore del libro ha spiegato che Sempre Avanti (in onore al vecchio nome della società nerazzurra) racconta l’intreccio tra pallone e industria siderurgica, ripercorrendo la storia della squadra della città dalla sua fondazione a oggi. Il dibattito scaturito ha messo in primo piano che fin da subito le sorti della società sono apparse legate in modo indissolubile a quelle della Magona e delle Acciaierie. L’autore ha avuto l’idea della tesi e del successivo libro quando ha capito che anche nei momenti più difficili il tifo per il Piombino è rimasto fuori dagli scontri sindacali e politici. L’interesse di Ceccarelli per le vicende calcistiche piombinesi comincia da una piccola grande storia di mobilitazione spontanea, quella del comitato Stadio per tutti, nato nel 2018 per salvare lo storico stadio Magona d’Italia, vecchio dono della grande industria siderurgica caduto lentamente in uno stato di degrado. La serata è stata vivacizzata da alcune domande del pubblico, tra tutte è stata ricordata la vicenda delle partite che il Piombino avrebbe affrontato con animo arrendevole per non essere promosso in serie A, categoria insostenibile per le finanze Magona. Benedettini ha rassicurato che l’impegno dei calciatori di quella grande squadra (un mix perfetto di giovani e anziani), che ha conosciuto personalmente, non è mai mancato e che la storia delle partite perse deliberatamente è una leggenda metropolitana. Il Piombino ebbe un calo fisiologico nel girone di ritorno, anche perché gli avversari scoprirono il modo di giocare di quella compagine acciaiata, come veniva definita dalla folcloristica stampa sportiva del tempo. Una serata interessante che ha permesso al numeroso pubblico di conoscere aspetti poco noti di una straordinaria storia calcistica, cominciata in piazza Dante nel 1921, continuata al Salvestrini, ma ancora vitale, tra alti e bassi, in uno Stadio Magona che ha conosciuto stupendi momenti di gloria e pesanti cadute nella polvere.
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