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la presentazione 

Rompe gli indugi la lista Officina ma resta aperta a possibili alleanze

M.M.
Rompe gli indugi la lista Officina ma resta aperta a possibili alleanze

Uscita pubblica per lanciare l’invito alla partecipazione «Ci richiamiamo ai principi di trasparenza e chiarezza»

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SAN VINCENZO. Rompono il ghiaccio. Ma è un timido avvio. La campagna elettorale per le amministrative di ottobre non riesce a decollare a San Vincenzo. Se non altro, vale il primato dell’uscita pubblica. Officina San Vincenzo si presenta ai cittadini. «Siamo una lista civica trasversale, che si richiama ai principi di trasparenza e chiarezza», dice Sergio Caporioni. E sottolinea: «Ci presentiamo, mentre altri studiano strategie e alleanze all’oscuro dei cittadini». Il vento di ponente costringe a rinunciare agli spazi del giardino per riparare all’interno della sala della Torre. La sera dell’1 agosto c’è chi resta fuori, per i numeri contingentati in applicazione delle norme anticovid. Al tavolo dei relatori con Caporioni, Caterina Debora Franzoi, Alessio Landi, Cecilia Galligani, Paolo Riccucci e Paola Bruno.

Risultato? Si fanno accenni, ma non si entra nei dettagli di programma e candidature. Anche quella di Riccucci a sindaco non viene esplicitata. Semmai, sono la sua posizione al tavolo e i suoi interventi ad accennarla. L’incontro ha più il sapore di un primo approccio. Un invito a farsi avanti. Non sfugge la tensione a mantenere le porte aperte a possibili intese per le amministrative.

Tra le linee guida di quello che definiscono «un percorso democratico partecipato, anche per la scelta dei candidati» si sottolineano due equilibri necessari, tra «l’interesse pubblico e privato diffuso» e tra «tutela ambientale e sviluppo». Inevitabile il riferimento al 9 marzo, data simbolo dello scossone giudiziario la cui portata resta da chiarire. «È materia per gli inquirenti e non per affrettate conclusioni propagandistiche – taglia corto Caporioni –. La giustizia faccia il suo corso». Eppure, sul piano politico quanto è accaduto «non può lasciare indifferenti ed ha catalizzato il nostro processo aggregativo».

Richiama la sua esperienza politica dai banchi dell’opposizione Riccucci, iniziata nel 2014 con la lista Assemblea Sanvincenzina e proseguita nella successiva consiliatura in San Vincenzo Futura, che sosteneva la candidatura a sindaco di Fausto Bonsignori. «Abbiamo notato azioni della maggioranza che in modo evidente andavano contro l’interesse pubblico – dice –, ma se sollevavi la questione non succedeva nulla. Anzi, ti sentivi rispondere: “Si fa così, voi non capite”. A quel punto abbiamo iniziato a segnalare agli organi competenti. Ma è un modo di fare politica che non mi piace». Non entra nel merito dei casi oggetto dell’indagine che fa capo alla Procura di Livorno. «Ci sentivamo i matti del paese. Poi è arrivato il 9 marzo e non mi aspettavo che avesse questa portata. L’arresto del sindaco, tre su quattro assessori indagati, l’interdizione dai pubblici uffici dell’ex segretario generale. Credo che siano una cosa grave». Non va oltre. E sottolinea: «La nostra è una proposta politica trasversale in cui la discriminante è l’interesse pubblico, quello che è mancato in questi anni. Una proposta aperta e non conclusa. Nel nostro gruppo c’è la disponibilità di persone a candidarsi e abbiamo elaborato un programma. Il cambiamento non deve spaventare».

Su quale sia il programma però non è dato sapere. Solo un accenno all’urbanistica. «Il Piano operativo e il Piano spiaggia vanno rifatti completamente – sostiene Riccucci –. Sarebbe più facile per il consenso dire che vogliamo lasciare tutto così com’è. Non si tratta di fare la guerra contro qualcuno, ma a un sistema. E sia chiaro che quando si parla di rifare i piani si tratta di dare e non di togliere. È il metodo che deve cambiare». A scanso di equivoci sottolinea Caporioni: «Non vogliamo essere percepiti come la forza che mette paura agli edili». Landi riafferma l’impegno a «valorizzare gli strumenti di partecipazione del cittadino, che deve essere al centro dell’azione amministrativa». Galligani punta il dito sullo «stile amministrativo del passato, che ha creato una comunità frammentata e conflittuale. C’è da ricostruire il tessuto sociale e rimettere al centro i bisogni della collettività».

Sullo sfondo resta la possibilità di alleanze. «Sentiamo il peso e la responsabilità di sbagliare qualche passo e riconsegnare così le chiavi a quelli di prima – conclude Riccucci –. Fino a pochi giorni fa abbiamo parlato con le forze politiche di centrosinistra e centrodestra, tranne con quel soggetto che riteniamo rappresenti chi c’era prima. Ci siamo fermati quando ci sentiamo dire che il programma elettorale va bene, ma non il candidato. Ci interessa l’inclusione di altri gruppi, però non siamo un partito e vogliamo le garanzie necessarie affinché il programma elettorale venga portato in fondo. Siamo qui per dialogare con tutti». — M.M.

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