Il presidio
Deserta la gara per affidare fondo e loggiato del Social Agorà a Rosignano
L'assessora Prinetti: «Pensiamo che il periodo che stiamo attraversando, con l'epidemia da Covid, non abbia aiutato»
ROSIGNANO. Non ha un buon inizio la storia del Social Agorà, ossia il complesso che riunisce fondo commerciale e loggia rivestita da pannelli rossi realizzati nel centro di piazza della Repubblica a Rosignano Solvay. È infatti andata deserta la gara per la gestione della struttura. Nessun privato, nessuna associazione, nessuna rete di realtà economiche locali e non, ha avanzato proposte per valorizzare e utilizzare la struttura costata oltre un milione di euro. «La gara è andata deserta - dice Alice Prinetti assessore alle attività economiche -, nessuno ha presentato un progetto di gestione per valorizzare la loggia e la piazza. Avevamo lasciato libertà progettuale con ampia possibilità ai soggetti interessati di mettersi in rete per organizzare manifestazioni ed eventi e gestire il fondo commerciale. Pensiamo che il periodo che stiamo attraversando, con l'epidemia da Covid, non abbia aiutato». Una struttura che, a dire il vero, molti cittadini hanno criticato sin dalla realizzazione: un loggiato di 321 metri quadrati, con un fondo commerciale di 120 metri quadrati che può essere utilizzato anche come bar o punto ristoro. Il tutto in mezzo alla piazza.
Un loggiato che per il suo stile è stato paragonato a tutto, pure alla stazione di una funivia di montagna. Eppure piazza della Repubblica doveva diventare, nelle intenzioni del Comune, il centro di Rosignano Solvay, collegato con le Creste, con il campo di atletica e il suo percorso di fitness, con le scuole, il teatro Solvay e la parte a mare del paese. Troppo lunghi anche i lavori di riqualificazione che rientrano nel vasto progetto denominato Più Ways. L'intervento ha avuto inizio il 17 maggio del 2018 e doveva terminare, almeno sulla carta, un anno dopo. Invece la piazza è stata aperta ai cittadini solo nell'agosto 2020. Alla fine di questo percorso il bando di gara, che prevedeva l'affidamento della struttura per 12 anni. Un canone annuo di 5000 euro più Iva ma anche con la possibilità, considerato il periodo di avviamento e l'emergenza sanitaria, di ridurre le prime due rate del 50%. Cosa accadrà ora che la gara è andata deserta? «Al momento - dice Prinetti - stiamo rivedendo il bando di gara per capire se siano presenti alcune criticità da dover cambiare. Decideremo in seguito quando riproporre la gara».
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